San Pier mette a lavorare i cinque profughi

SAN PIER D’ISONZO. Da ieri i tre afghani e i due pakistani accolti con la fine di gennaio a San Pier d'Isonzo nell’ambito del Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati (Sprar) sono impegnati in lavori di pubblica utilità (pulizia delle strade e segnaletica). Come previsto dal protocollo d’intesa siglato con la Prefettura di Gorizia all’inizio dell’anno.
L’attività ha preso il via dopo che il Comune di San Pier ha finanziato un corso di formazione sulla sicurezza, effettuato le visite mediche indispensabili prima di poter svolgere l'attività e acquistato calzature, guanti, vestiario e giubbino ad alta visibilità per una spesa complessiva di poco superiore ai 1.000 euro (che saranno coperti dai fondi stanziati dallo Stato per l'accoglienza dei richiedenti asilo e rifugiati). L’avvio dell’attività è stato reso noto dal sindaco, Claudio Bignolin, che insieme al vicesindaco Rosina Cristin, all’assessore Giorgio Zupancich e al consigliere comunale Franco Cristin (e candidato sindaco del centrosinistra alle prossime comunali del 5 giugno), ha ricevuto ieri in municipio la presidente della Regione, Debora Serracchiani, per un confronto nel corso sul tema delle politiche di accoglienza.
La visita è stata annunciata dalla presidente, twittando “Rifugiati accolti a S.Pier d’Isonzo svolgono volontariamente lavori di pubblica utilità. Modello d'integrazione #FVG” e raccogliendo una trentina di commenti poco “accomodanti”, sia sul passaggio della governatrice a San Pier sia sull’utilizzo dei richiedenti asilo in attività di pubblica utilità. Ulteriori commenti non sono mancati su altri social, rilevando come la visita, casualmente, arrivi ormai in piena campagna elettorale e dopo la presentazione del candidato sindaco appoggiato dal Pd e da altre due liste, di cui una civica e una formata da aderenti a Rifondazione comunista e Sel.
Nel corso dell’incontro è stato comunque inoltre fatto il punto sulla riforma delle autonomie locali, con l'avvio delle Unioni territoriali intercomunali. È stato dunque il territorio il comune denominatore delle tematiche trattate, come afferma l’amministrazione regionale in una nota a commento dell'incontro, «sia per le opportunità offerte dalla riforma regionale degli enti locali, sia per l’obiettivo dell’accoglienza diffusa che secondo Serracchiani è anche l'interazione tra i migranti e le comunità che offrono ospitalità». In entrambi i casi, ha ribadito la presidente, «non hanno fondamento le preoccupazioni di chi sostiene che i territori possano perdere la propria identità: questa, infatti, è garantita dalle istituzioni e dalle associazioni culturali locali». Come, secondo l’amministrazione comunale, la Scuola di ceramica, che la presidente della Regione ha visitato, «apprezzando i manufatti esposti». (la. bl.)
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