San Polo, ancora aggressioni Firme per una legge di tutela

In poche ore sono state 560 le firme raccolte dalla Uil Fpl nell’atrio dell’ospedale di San Polo a sostegno del disegno di legge nazionale e regionale per mettere un freno alle aggressioni sul posto di lavoro. Circa l’80% delle sottoscrizioni è arrivato dal personale sanitario, che anche nel nosocomio cittadino è diventato bersaglio di rimostranze che i limiti in alcuni li hanno superati e non di poco. «Proprio in questi giorni un infermiere del triage del Pronto soccorso, cioè chi si occupa di classificare la gravità della patologia o del trauma, assegnando la classe di priorità di intervento, è stato aggredito da un utente che riteneva di aver atteso troppo il proprio turno», spiega il segretario regionale dell’organizzazione di categoria, Luciano Bressan.
Esposti a rischi non sono però solo gli operatori del servizio di emergenza del San Polo, spessissimo tra i più affollati del Friuli Venezia Giulia (42 pazienti ieri alle 16, stando al rilevamento in tempo reale della situazione nei Pronto soccorso resa disponibile dalla Regione, contro i 41 di Cattinara, a Trieste). Lo sottolinea sempre il segretario regionale della Uil Fpl, parlando del caso di un’operatrice dell’area dell’ortopedia, «ancora a casa a tre mesi dall’aggressione subita da un utente che si era arrabbiato per l’attesa di un appuntamento programmato, ma slittato di un’ora e mezza a causa di un’urgenza». Insomma, per l’organizzazione sindacale, anche a Monfalcone, come a Gorizia, e non solo in altre aree d’Italia o nelle grandi città si sta ponendo il tema della sicurezza degli operatori della sanità in particolare e della pubblica amministrazione in generale.
«Siamo partiti da Monfalcone, dove abbiamo raccolto un’importante adesione, ma a breve effettueremo la raccolta di firme anche nell’ospedale di Gorizia», aggiunge Bressan, che non nasconde come, rispetto al sovraccarico dei Pronto soccorso dovuto all’accesso di casi non gravi, il ripristino degli ambulatori della Guardia medica rimanga un nodo importante da sbrogliare. L’azione dell’organizzazione sindacale punta a far sì che tutte le amministrazioni pubbliche tutelino i propri dipendenti e garantiscano assistenza nella redazione di atti di querela, denuncia, e richiesta di risarcimento danni nei confronti dei propri aggressori. Il disegno di legge prevede la costituzione di un gruppo di lavoro che in ogni ente-struttura pubblica affronti la problematica nello specifico e la tutela legale ed economica per i dipendenti da parte della Pubblica amministrazione. In base alla proposta il primo passo dovrebbe essere quello di individuare i reparti, uffici e servizi a rischio. Vengono sollecitate però pure nuove indennità per i dipendenti a rischio, l’ampliamento degli organici del personale durante i turni pomeridiani e notturni, un maggiore controllo nei Pronto soccorso degli ospedali, garantendo una maggiore sicurezza per operatori e cittadini. La proposta di legge suggerisce infine un ambito di applicazione esteso fino a ricomprendere gli enti e le strutture sanitarie private convenzionate o del terzo settore. —
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