«Sanità, risultati grazie alla riforma Telesca»

Perazza e Fogar (Pd) a Riccardi: «La manovra approvata sarà in vigore appena dal 2020. Solo campagna elettorale»

«Qualche giorno fa nella conferenza al San Polo l'assessore regionale alla Sanità Riccardi ha trionfalisticamente snocciolato una lunga serie di numeri relativi ai livelli di attività e ad alcuni indicatori di salute a conferma della bontà della sanità isontina: ne siamo contenti. Ci sono però tanti “ma”: è del tutto evidente, e onestà intellettuale vorrebbe lo si dicesse, che se risultati positivi ci sono, questi derivano dalla riforma Telesca». A sostenerlo in una nota Franco Perazza e Paolo Fogar, responsabili Sanità e Welfare Pd isontino.

«In sanità ci vogliono anni per produrre cambiamenti nelle pratiche di lavoro, aggiornare i fattori produttivi e ancora di più per vederne i risultati in termini di esiti di salute - ribattono i due esponenti dem - non si capisce quindi come una riforma approvata pochi giorni fa, che entrerà in vigore il primo gennaio 2020, possa già aver prodotto effetti benefici di qualsivoglia natura: un vero miracolo. Evidentemente Riccardi pensa di essere in campagna elettorale permanente e ha già dimenticato di aver candidamente confessato pochi giorni fa in Commissione sanità regionale che i toni della campagna elettorale erano stati troppo sopra le righe e che le cose dette o promesse nel 2018 non si potranno fare perchè "si é approfondita la materia"».

Secondo Fogar e Perazza si è magnificato il sistema organizzativo del pronto soccorso nella gestione dei codici bianchi e verdi (sistema dato in appalto a una cooperativa di medici e infermieri), che «indubbiamente qualche giovamento ha prodotto nei confronti del lavoro quotidiano dei professionisti: Riccardi e Cisint, ahimè, si sono dimenticati però di dire che il ruolo dei medici di famiglia viene assolutamente meno (nessuno, sapendo di avere subito la visita specialistica in ospedale, passa più dal proprio medico) e che tale passaggio sta intasando di lavoro gli ambulatori interni all’ospedale: vogliamo parlarne o dobbiamo compiacere per forza la loro propaganda strumentale solamente a screditare chi c’era prima?»

Non si è parlato invece, secondo i due rappresentanti del Pd, delle funzioni ospedaliere che attenderanno con la nuova legge gli ospedali isontini («c’è il rischio forte di impoverire entrambi gli ospedali e farli diventare succursali di Cattinara»), di amianto e Crua, di crisi di alcuni reparti o servizi come ortopedia («non si risolve tutto con il primariato promesso da Cisint») o anatomia patologica, o urologia o neurologia, dell’organizzazione delle sale operatorie, degli esiti chirurgici, pensando che l’hub di Trieste risolverà tutto. «L’assessore, inoltre, si è ben guardato dal chiarire come pensa di aumentare la risorsa personale attualmente stremato da turni ormai insopportabili - concludono - di far conoscere come i cittadini dell'isontino verranno aiutati nelle loro prossime trasferte a Cattinara, di far sapere se l'Isontino continuerà a ripianare i debiti prodotti dalla sanità triestina come già avvenuto in passato, che tipo di azioni si prevedono per affrontare il numero sempre maggiore di anziani con malattia di Alzheimer, quanti centri di salute mentale saranno tra breve attivi sul nostro territorio. Ma si sa, è più facile fare campagna elettorale, tanto poi basta scusarsi e dire "abbiamo esagerato"». Il Pd avverte che vigilerà. —

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