Santa Croce rialza la voce contro i disagi senza fine alla fermata di “nessuno”
Collocata a ridosso di un’isola ecologica, disegnata su un terreno irregolare, perciò pericolosa, e abbandonata a se stessa, in quanto situata a cavallo del confine amministrativo fra i comuni di Trieste e Duino Aurisina. Torna alla ribalta il problema della fermata dei mezzi pubblici all’altezza di Santa Croce, lungo la Provinciale 1 che attraversa l’altipiano. Nonostante da tempo si registrino le proteste dei residenti, costretti, quando scendono dall’autobus, a vere e proprie gimcane fra i bidoni della spazzatura e a camminare nel fango quando piove, la situazione non è migliorata. Anzi, i disagi aumentano, come spiega il consigliere della Circoscrizione Ovest Paolo Vidoni: «All’altezza della fermata della linea 44, in prossimità dell’incrocio fra la Provinciale 1 e la diramazione per la frazione di Bristie, si è creata una situazione paradossale per la quale i contenitori della differenziata sono di competenza del Comune di Duino Aurisina, mentre il terreno è nella giurisdizione del Comune di Trieste e di proprietà della locale Comunella di Santa Croce».
«Questo groviglio di competenze – aggiunge Vidoni – fa sì che manchi un coordinamento logistico, il che obbliga coloro che utilizzano i mezzi pubblici a un percorso pericoloso e scomodo in mezzo alle immondizie. A tutto questo – prosegue il consigliere della Circoscrizione Ovest – va aggiunto il fatto che i contenitori delle immondizie nascondono la visuale a chi scende dall’autobus, mettendo a rischio l’incolumità delle persone».
Del problema si era interessata a suo tempo anche la presidente della Circoscrizione, Maja Tenze, ma senza ottenere risultati. «Mi rivolgerò ai due comuni – aveva detto parecchi mesi fa – per cercare di porre rimedio a questo stato di cose». Da allora nulla è cambiato. Neppure le proteste e le segnalazioni dei residenti hanno sortito l’effetto sperato. «E bisogna ricordare – conclude Vidoni – che a utilizzare la 44 sono soprattutto i ragazzi che vanno a scuola e gli anziani che non guidano l’auto, perciò due categorie particolarmente vulnerabili».—
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