«Sappada resta in Veneto» Scoppia il caso Bolzonello

TRIESTE. «Sappada resta in Veneto». Ai microfoni Rai a Sergio Bolzonello scappa una profezia che i sappadini, nessuna sorpresa, non gradiscono. Il tam-tam supera infatti in breve i confini e a stretto giro di posta arriva la replica, dura, dei comitati che lavorano da anni per il passaggio della località turistica bellunese al Friuli Venezia Giulia. «Il vicepresidente della Regione – afferma Danilo Quinz – avrebbe fatto meglio a parlare da assessore al Turismo e non a titolo personale». I sappadini, non a caso, ricordano che, «checché ne dica Bolzonello», non siamo proprio all’abc della vicenda. «Oltre alle posizioni univoche del consiglio regionale Fvg e di quello provinciale di Udine, ci sono stati un referendum e una proposta di legge. Ora ce ne sarà un’altra – anticipa ancora Quinz, portavoce del comitato per Sappada in Fvg –, e contiamo che entro la legislatura la questione si possa chiudere così come i cittadini, a grande maggioranza, hanno chiesto».
Ieri da Bolzonello sono arrivate alcune precisazioni: «Nessuna contrarietà, ma l’iter va rispettato senza forzature». E ancora: «Saremmo ben contenti di accogliere alcune comunità, pure quelle al confine con il Veneto, nel rispetto delle situazioni giuridiche. Perché non posso certo andare a prendere Sappada e portarla con la forza in regione». Un mezzo dietrofront ma senza voler dare l’impressione di affrettare i tempi. Fatto sta che il caso è aperto. E non solo a Sappada. Interviene pure Pietro Fontanini, presidente leghista della Provincia di Udine, che chiede chiarezza alla Regione, sollecitando il rispetto del risultato del referendum di cinque anni fa e venga quindi dato seguito alla volontà popolare chiaramente espressa: «Si tratta di una responsabilità che tutte le istituzioni, a vari livelli, devono assumersi». Fontanini ricorda il referendum del marzo 2008, quando dissero «sì» al passaggio della città in provincia di Udine 860 residenti, il 95% dei votanti (il quorum superò il 75%). E insiste: «La peculiare collocazione geografica di Sappada implica che il suo naturale sviluppo socio-economico si collochi logicamente nell’area-sistema Carnia-Val Degano; del resto l’intera area carnica confinante con Sappada fa da sempre riferimento a questo paese quale vettore trainante dal punto di vista turistico, pertanto un’aggregazione favorirebbe ulteriormente lo sviluppo di una zona, la Carnia, che sta attraversando forti disagi, fungendo da traino anche per un maggiore sviluppo turistico di tutta la Val Degano».
Considerazioni anche economiche condivise a Sappada. Se il sindaco Alberto Graz giustifica Bolzonello («Non ho sentito le sue dichiarazioni, forse sono state estrapolate da un contesto più ampio»), i comitati non l’hanno presa per niente bene. Il segretario Alessandro Mauro ricorda che recentemente un “amico” di Sappada Fvg come Ferruccio Saro «ha spiegato alla presidente Serracchiani quanto lui stesso aveva fatto per agevolare l’iter parlamentare. E da Serracchiani è arrivata la conferma dell’appoggio della Regione». Le parole di Bolzonello sono però una doccia fredda. E richiedono un chiarimento. «Dopo le dichiarazioni dell’assessore – incalza Mauro – riteniamo utile e rispettoso nei confronti della comunità di Sappada un chiarimento sulla posizione politica della giunta, rispetto a questo tema, posto che il consiglio regionale nella passata legislatura si è già espresso in modo favorevole al ritorno di Sappada in Friuli. Siamo fiduciosi che Bolzonello e la giunta vorranno approfondire insieme a noi le tematiche legate al caso». «La nuova giunta Fvg – aggiunge Quinz – non potrà certo non tenere conto del parere del precedente consiglio né opporsi a procedure arrivate già da tempo a Roma e che si sono arenate esclusivamente per la caduta del governo».
Servirà infatti una nuova proposta di legge (già pronta assicurano i comitati) e un parlamentare (si fa il nome di Isabella De Monte) che se ne faccia carico. «La via è quella ordinaria – conclude Quinz –. Se il governo regge, stavolta ce la facciamo».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Riproduzione riservata © Il Piccolo








