Scaduta la convenzione Cancellata da Cormons l’accoglienza diffusa

I tagli non consentivano il mantenimento del progetto Incertezza sul futuro dei lavoratori che gestivano i migranti



I richiedenti asilo hanno lasciato definitivamente Cormons. L’effetto della scure voluta a livello nazionale dal Ministero degli Interni sulle quote economiche da destinare all’accoglienza diffusa ha avuto dunque conseguenze anche nella cittadina collinare: il numero di 15 richiedenti asilo che da un quinquennio circa era ormai fisso in città – sebbene ovviamente i singoli cambiassero nel tempo a seconda della modifica del loro status – è stato azzerato.

Niente più cittadini afgani e pachistani distribuiti nei tre appartamenti suddivisi tra il centro storico e la frazione di Brazzano dove, appunto, avevano trovato alloggio grazie ad una convenzione stipulata tra Prefettura e Ics, il consorzio che aveva in mano l’appalto.

La convenzione è infatti scaduta il 30 aprile e non c’è stato nessun rinnovo, sembrerebbe proprio per l’impossibilità per Ics di mantenere attivata la struttura a causa dei tagli imposti dall’alto.

Profonde incertezze ora anche sul futuro dei lavoratori, tutti della zona, che gestivano i 15 stranieri. È quanto avvenuto anche in altre località della regione dove il piano dell’accoglienza diffusa sul territorio, che prevedeva progetti di integrazione e scambio tra i richiedenti asilo e le comunità che li accoglievano, ha avuto un brusco ridimensionamento negli ultimi tempi. I 15 soggetti ospitati a Cormons sono stati trasferiti, da quanto si è potuto apprendere, tra il Nazareno di Gorizia e il Cara di Gradisca. Dal Comune la conferma: «Dalla Prefettura – fanno sapere dagli uffici municipali – ci è stata comunicata la conclusione del progetto».

Addio dunque a tutte le iniziative che avevano visto protagonisti i richiedenti asilo in città, che avevano partecipato sia alla pulizia delle strade, grazie ad un’apposita convenzione in merito firmata con il Comune all’epoca della giunta Patat, sia ad opere di volontariato nella casa di riposo la Cjase, sia a scambi culturali come in occasione della Festa dell’Uva, manifestazione nella quale alcuni ragazzi pachistani e afgani avevano gestito uno stand proponendo piatti tipici della loro cultura gastronomica. Rammarico per l’allontanamento da Cormons dei 15 stranieri è stato espresso dalle liste di opposizione PpC e UpC: «È un peccato enorme perdere l’importante esperienza cormonese di scambio reciproco e proficuo – sottolineano le forze di centrosinistra – in questo modo si gettano alle ortiche anni preziosi in materia di integrazione. È molto grave che non si insista su questa strada». –



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