Scandalo in Consiglio: papà offre il viaggio. Ma paga la Regione

Il pm Frezza scopre che l'ex capogruppo Pdl Pedicini, indagato per peculato, si è fatto rimborsare dal gruppo due voli della figlia a Parigi

TRIESTE. La Ville Lumière ha un fascino innegabile con la tour Eiffel, il Louvre e i magazzini Lafayette dove si trovano abiti e soprattutto foulard griffati a buon prezzo. E allora l’ex consigliere regionale del Pdl Antonio Pedicini - secondo il pm Federico Frezza che l’ha accusato di peculato in concorso con l’ex capogruppo Daniele Galasso - non ha esitato a offrire alla figlia Maria Grazia la possibilità di apprezzare la grandeur degli Champs-Élysées. A spese della collettività.

“Vai e vedi, figlia mia”. Due voli da Treviso a Parigi sono stati pagati con i soldi della Regione e fruiti dalla figlia del politico e avvocato cinquantanovenne, originario di Pordenone, liquidato solo poche settimane fa dalla Regione stessa con una buonuscita da 100mila euro. Maria Grazia Pedicini è partita il 13 dicembre 2010 ed è tornata a Treviso il 28. Il padre – o, più esattamente, la Regione alla quale l’ex consigliere ha chiesto il rimborso ritenendo che quelle sostenute fossero spese di rappresentanza del gruppo - ha versato 223 euro per far apprezzare alla sua “piccola” il fascino di Parigi sotto le feste. La prima gita di Maria Grazia risale alla primavera dello stesso anno: la ragazza è partita il 30 marzo e tornata il 4 aprile. Prezzo del biglietto, rimborsato da Palazzo, 125 euro.

Ma il capitolo francese non si è esaurito qui. Nel 2011 papà Pedicini in persona, sempre secondo le indagini della Finanza coordinate da Frezza, si è tolto qualche “sfizio di rappresentanza” ai magazzini Lafayette che si trovano dietro a Place de l’Opéra spendendo in quel bengodi per gli amanti del bello 162 euro. Regolarmente restituiti. C’est la vie. L’ex consigliere del Pdl non si è fatto mancare nemmeno una visita culturale al Centre Pompidou facendosi rimborsare ancora una volta dalla Regione l’ingresso alla galleria d’arte del famoso centro parigino. Costo 24 euro.

In effetti, però, la famiglia è tutto. E allora Pedicini non solo non ha trascurato i viaggi della figlia Maria Grazia, ma ha coltivato anche quelli della moglie Annalisa Del Col. Il 5 ottobre del 2010, tanto per iniziare, l’ex consigliere del Pdl ha condiviso con la consorte una stanza all’hotel Accademia di Trento ma il conto di 68 euro è finito nella nota delle spese a carico del gruppo.

Lo stesso è successo anche all’hotel Belvedere a Conca dei Marini, in provincia di Salerno. La fattura della stanza, risalente al 2011, è stata di 1.945 euro. Anche a Viterbo, stavolta nel 2012, si sono visti Pedicini e signora. Inseparabili all’hotel Mini Palace. Prezzo 78 euro. Altro soggiorno di coppia all’albergo Magione Papale dell’Aquila nel 2011. Conto 240 euro.

E sempre nell’ambito dell’operazione “ospitalità pagata con i soldi dei contribuenti”, nella lista del pm Frezza si trova pure un soggiorno datato 2011 all’hotel New York di Lignano di tali M. Vascotto, E. Favretto e A. Vascotto. Spesa di ben 830 euro prontamente rimborsata dalla Regione.

La classe non è acqua. E, dopo i voli, i viaggi e gli hotel, non potevano mancare i fiori. Beneficiaria di 590 euro è stata la fioreria Cristallo di Pordenone. Anche qui, secondo il pm, si è trattato di una spesa senza il benché minimo fine istituzionale e collegamento con il gruppo consiliare del Pdl.

Infine, nella lista dell’accusa, un robusto capitolo automobilistico. Tra il 2010 e il 2011 Antonio Pedicini ha infatti speso 2.907 euro per la sua vettura. In particolare ha versato 612 euro alla carrozzeria La Meduna e 2.295 euro al Centrogomme. Chissà che pneumatici ha fatto montare. E pensare che l’ex consigliere regionale ha ricevuto un rimborso viaggi a forfait di 39mila euro all’anno (79mila tra il 2010 e il 2011) per pagare le spese della sua automobile.

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