Scandalo rimborsi in Regione, quaranta nuovi avvisi

La Corte dei Conti firma gli inviti a dedurre relativi alle spese del 2011. Nel mirino i bilanci di tutti i gruppi consiliari
Lasorte Trieste 09/07/12 - Aula Consiglio Regionale
Lasorte Trieste 09/07/12 - Aula Consiglio Regionale

TRIESTE. A distanza di pochi giorni dal voto, il Palazzo torna a tremare. Lo fa, ancora una volta, per effetto dell’inchiesta sulle spese “allegre” dei gruppi consiliari. Inchiesta che, dopo aver pesantemente condizionato la campagna elettorale e stoppato la corsa alla ricandidatura di tanti uscenti, si prepara ora ad accendere i riflettori su nuovi nomi. Compresi quelli di alcuni “vecchi” consiglieri usciti indenni dalla prima fase dell’indagine e rieletti anche in virtù della loro presunta estraneità allo scandalo.

A firmare il nuovo atto dell’inchiesta sui rimborsi facili è stata la Procura generale della Corte dei Conti che, ieri mattina, ha inviato una quarantina di inviti a dedurre ad altrettanti esponenti di tutti i partiti rappresentanti in Regione nella passata legislatura. Per i destinatari, riconfermati e non, l’accusa è di danno erariale. Ipotesi di reato che la magistratura contabile ha ravvisato dopo aver passato ai raggi x centinaia di fatture e scontrini relativi alle spese di rappresentanza effettuate nel 2011. La novità rispetto al passato riguarda proprio la scelta di mettere sotto indagine non soltanto le formazioni politiche già finite nel mirino della magistratura penale - Pdl, Pd e Lega -, ma di allargare il tiro, coinvolgendo anche consiglieri finora “scampati” al pericolo. I quaranta esponenti politici che nel giro di qualche giorno riceveranno l’invito a dedurre, tecnicamente l’equivalente di un avviso di garanzia, appartengono infatti a tutti i gruppi consiliari. A riprova di quanto fosse diffusa l’abitudine ad utilizzare in maniera disinvolta i soldi pubblici destinati in origine a sostenere l’attività politica degli eletti.

Nella documentazione esaminata dal procuratore Maurizio Zappatori, quindi, sono confluiti non solo gli ormai noti scontrini per l’acquisto di gomme da neve, adozioni a distanza e veglioni di Capodanno rimborsati ai venti nomi iscritti nel registro degli indagati dal pm Federico Frezza. Il dossier contiene molto di più e chiama in causa altri acquisti incauti messi a bilancio anche dai piccoli partiti.

Almeno tre, secondo le prime indicazioni, gli inviti a dedurre spediti ad ex consiglieri dell’Udc, un paio quelli contestati alla Sinistra Arcobaleno (rappresentata oggi in aula dall’uscente Stefano Pustetto, ora esponente di Sel), altrettanti alla Lega, che ha riconfermato solo la già consigliera Mara Piccin. Una quindicina poi gli avvisi inviati ad esponenti del Pd (che, nella pattuglia degli uscenti riconfermati, conta oggi Codega, Iacop, Marsilio, Travanut e l’ex Idv Agnola), e poco meno di una ventina quelli inoltrati a consiglieri Pdl (in questo caso i “sopravissuti” sono Marini e Colautti, affiancato dagli ex assessori De Anna e Ciriani). Entro due mesi, i destinatari degli avvisi dovranno rispondere alla Corte dei Conti, depositando una memoria o presentandosi fisicamente in Procura. ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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