Sciopero dei portuali Adesione oltre il 60%

Kneipp della Cgil: «C’è stata una risposta notevole» Il presidio unitario del sindacato alla Torre del Lloyd
Silvano Trieste 2019-05-23 Torre del Lloyd, presidio lavoratori portuali e sindacati
Silvano Trieste 2019-05-23 Torre del Lloyd, presidio lavoratori portuali e sindacati

«Un’adesione superiore al 60 per cento. Una grande partecipazioni di lavoratori e lavoratrici come non si vedeva da tempo. Oltre ogni aspettativa anche a Trieste». Renato Kneipp, segretario provinciale della Filt Cgil, conferma l’altissima adesione che ha avuto lo sciopero nazionale unitario dei porti italiani, il primo del 2019. A Trieste dove dalle 9 alle 11 si è tenuto un presidio davanti alla Torre del Lloyd, sede dell’Autorità portuale. Una delegazione di lavoratori è stata ricevuta dal segretario generale del Porto di Trieste Antonio Gurrieri. A incrociare le braccia sono stati i dipendenti dei terminalisti, delle imprese portuali e pure dell’Authority. A proclamare lo sciopero le segreterie nazionali di Filt-Cgil Fit-Cisl e Uiltrasporti a fronte del blocco della trattativa sul rinnovo del contratto collettivo nazionale, scaduto il 31 dicembre 2018. «La rottura del tavolo di trattativa si è consumata per il rifiuto delle nostre controparti a trattare temi di fondamentale importanza quali la costituzione di un fondo bilaterale di sostegno al reddito e all’occupazione dei portuali e la tutela dell’occupazione nell’ambito del governo delle procedure di automazione e innovazione del settore» spiega Kneipp. A condizionare il rinnovo del contratto è l’ampia partecipazione delle compagnie di navigazione negli assetti societari di molti porti italiani. «Questa strategia - spiegano i sindacati - appare chiaramente rivolta a ricavare tagli di costi lungo le filiere di trasporto facendo diminuire le tutele dei lavoratori e la sicurezza sul lavoro con la pretesa delle compagnie di far partecipare gli equipaggi delle navi alle operazioni portuali, con gravi rischi per la sicurezza a bordo e sulle banchine, con drastiche ripercussioni anche sull’occupazione». Restano ancora forti distanze anche sulla parte economica: «La proposta di adeguamento salariale presentata dalle parti datoriali è pari a meno della metà di quello ottenuto nel precedente rinnovo, avvenuto in pieno periodo di crisi», denunciano i sindacati. Qualche apertura è arrivata, invece, dal governo. «L’Italia - ha dichiarato il ministro Danilo Toninelli - deve tornare a essere centrale nella portualità europea. Abbiamo importanti margini di crescita che dobbiamo cogliere ed è fondamentale che l'incontro oggi si tenga in Italia, a dimostrazione della centralità dell'Italia. Si può fare di più in Europa. Si possono impegnare più fondi europei anche perché il trasporto via mare non riguarda solo le merci». —

Fa.Do.

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