Scoglio Olivi, via agli aiuti per i licenziati

POLA. Inevitabile e drammatico, oltre che ampiamente prevedibile, è l’impatto sociale che sta avendo il fallimento del cantiere navalmeccanico Scoglio Olivi, locomotiva dell’economia di buona parte dell’Istria divenuta ora malato in fase terminale dopo l’avvio dell’iter fallimentare decretato dai giudici pochi giorni fa. Resta la fievole speranza di un salvataggio almeno parziale, legato alla conferma dell’interesse degli investitori cinesi della Csic che sono attesi proprio domani per una seconda ricognizione al cantiere.
Ma intanto a 1.200 operai sono già state spedite le lettere di licenziamento: ora possono iscriversi all’Ufficio di collocamento in attesa di un altro impiego. L’amministrazione municipale guidata dal sindaco Boris Miletić ha definito una serie di provvedimenti mirati ad attenuare gli effetti di quella che potrebbe essere una bomba sociale. Assieme alla Regione e all’Agenzia di sviluppo regionale Ida, il Comune ha definito una serie di agevolazioni per i piccoli e medi imprenditori che siano disposti ad assumere i lavoratori rimasti in strada: si tratta di sgravi fiscali e contributi a fondo perduto per chi intenda avviare nuove società. Parallelamente, all’Università popolare aperta di Pola sono stati avviati dei corsi di riqualificazione professionale. Un’altra iniziativa è partita in direzione del ministero del Lavoro, con la richiesta di accedere al Fondo europeo per l’adeguamento alla globalizzazione che offre supporto materiale alle persone che hanno perso l’occupazione. Sarà tentata anche la carta della Fiera del lavoro in programma a Pola il 27 maggio: «All’Ufficio nazionale di collocamento, alla Camera dell’artigianato e a quella di commercio - spiega il portavoce del palazzo municipale - abbiamo richiesto di ottenere l’elenco delle offerte di lavoro disponibili in tutto il territorio nazionale».
Il Consiglio municipale intanto ha definito una delibera incentrata su aiuti alle famiglie degli operai di Scoglio Olivi maggiormente in difficoltà. E su sollecitazione dei sindacati, le banche e le società di servizi come acqua, luce, gas, telefono sono disponibili a dilazionare i tempi di pagamento da parte dei lavoratori che si trovassero impossibilitati a saldare le bollette.
Intanto, con lo stabilimento navale rimasto vuoto, sono circa 200 i gatti della zona senza cibo: si tratta di una folta colonia che vive da anni nell’area del cantiere, e alla quale erano molti degli stessi operai a provvedere, con gli avanzi delle loro merende o anche con cibo portato da casa. Dei gatti si sta occupando in questo momento un’associazione animalista che in collaborazione con il Comune ha avviato la loro sterilizzazione. —
P.R.
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