Scritte blasfeme al Pride «Ripariamo pregando»
Il Fvg Pride continua a far parlare di sé. Stasera anche a Trieste si celebra una preghiera di riparazione, a seguito di alcuni episodi occorsi durante la manifestazione di sabato. Si tratta ancora una volta di un evento destinato a far discutere, poiché si inserisce nel solco di una serie di fatti di attualità che coinvolgono tutta Italia. L’appuntamento è alle 20.30 al santuario di Monte Grisa.
Ad annunciarlo è la Diocesi, che attraverso una nota fa sapere di aver organizzato l’evento a causa di «alcune espressioni pubbliche, offensive e discriminatorie della fede cristiana, avvenute purtroppo nell’ambito del Pride tenutosi alcuni giorni or sono». Al telefono, il braccio destro del vescovo Giampaolo Crepaldi, monsignor Ettore Malnati, poi specifica: «Durante il corteo sono apparsi alcuni cartelli che recitavano parafrasi blasfeme del Padre nostro e del Salve Regina. La preghiera diocesana vuole rimediare a questi gesti di vilipendio nei confronti della religione, non al Pride in sé». Don Malnati sottolinea la differenza: «Esistono i sentimenti religiosi e il diritto alla libertà di culto. La blasfemia va contro quest’ultima. Il giorno della manifestazione ci eravamo volutamente tenuti fuori da ogni polemica ma quei cartelli offendono la religione».
Antonella Nicosia, del comitato organizzatore del Fvg Pride, replica: «Cado dalle nuvole. Non ho visto quei cartelli e, anzi, abbiamo ricevuto diversi complimenti per aver organizzato una manifestazione pulita, plurale, con famiglie, bambini e così via. Giacché non metto in dubbio la parola della Diocesi, se evidentemente episodi simili si sono verificati me ne dissocio, sia come persona sia come presidenza del comitato. La nostra organizzazione non ha offeso la chiesa né i suoi rappresentanti, anzi: al nostro interno c’è la comunità degli omosessuali cristiani. Il 18 maggio abbiamo fatto una veglia tutti assieme nella chiesa evangelica luterana».
Nicosia non commenta la scelta della Diocesi di organizzare una preghiera di riparazione, poiché «ciascuno è libero di manifestare a modo proprio. Porto rispetto così come lo pretendo». La responsabile della manifestazione triestina rileva altresì che, in vista del Liguria Pride del 15 giugno, la Curia arcivescovile di Genova – vale a dire il cardinale Angelo Bagnasco – non più tardi di ieri ha chiesto di annullare i momenti di riparazione pubblici ai sacerdoti che li avevano organizzati.
Una scelta, quella presa in Liguria, che appare controcorrente rispetto a quanto sta avvenendo nel resto del Paese. Da Roma a Modena, da Vicenza a Varese sigle cattoliche di vario tipo promuovono o hanno promosso preghiere riparatrici in relazione ai rispettivi Pride locali. A Trieste un rosario analogo si è svolto contemporaneamente al corteo per i diritti nella parrocchia della Beata Vergine del Rosario. A organizzarlo sono stati alcuni gruppi mariani vicini ad esponenti della destra e dell’estrema destra cittadina. In quell’occasione la Diocesi si era dichiarata «al di fuori di ogni polemica e di ogni intervento». —
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