Sebenico, restaurata la fortezza che difese la città dagli ottomani

Costruita nel 1646, fu denominata “Barone” in omaggio al comandante tedesco al servizio della Serenissima che vigilò sui lavori di edificazione. Ottenuti finanziamenti dall’Unione europea
Il "Barone" a Sebenico (foto tratta da jutarnjilist.hr)
Il "Barone" a Sebenico (foto tratta da jutarnjilist.hr)

SEBENICO. L’hanno capito tardi ma comunque in tempo, a Sebenico, di avere tra le mani un tesoro da troppi decenni trascurato e svilito dall’incuria. Si tratta delle fortezze costruite all’epoca i cui la città dalmata era sotto il dominio della Serenissima, che le fece erigere per tutelare Sebenico e i suoi abitanti dall’imperiosa avanzata delle forze turche.

Così, se due anni fa è stata restaurata la fortezza di San Michele, nel weekend è stata la volta della fortificazione Barone, posizionata sul colle Vidakuša che sovrasta la città ergendosi a 80 metri sul livello del mare. Il “Barone” è uno storico baluardo costruito in soli due mesi nel 1646, che poneva al riparo la città dal pericolo ottomano. La fortezza ha preso il nome dal barone Cristoph Martin von Degenfeld, nobile tedesco al servizio della Repubblica di Venezia. Von Degenfeld si distinse quale organizzatore e controllore dei lavori di edificazione, ma soprattutto in qualità di comandante della difesa di Sebenico. In seguito i sebenzani, volendo onorarlo, gli dedicarono appunto la fortificazione chiamandola Barone. Il progetto fu invece firmato dall’ingegnere fra Antonio Leni di Genova.

Per tantissimo tempo la fortezza è stata ridotta a essere l’ombra di se stessa: coperta da erbacce, una specie di discarica all’aperto che non serviva a niente e a nessuno. L’amministrazione cittadina, proprietaria della struttura, si è infine mossa nella direzione giusta candidando il progetto di risanamento e valorizzazione a ottenere fondi dell’Unione europea. Le spese sono ammontate a un milione e 400 mila euro, di cui un milione stanziato da Bruxelles a fondo perduto. Centinaia di persone hanno presenziato all’inaugurazione della fortezza restaurata, che può ora proporre un ambiente museale e un anfiteatro per concerti e rappresentazioni minori, mentre nel perimetro trova spazio anche un’area giochi per bambini. Quasi superfluo aggiungere che dalla fortezza Barone si gode una vista stupenda su Sebenico, il suo arcipelago, il fiume Cherca e l’entroterra. La struttura è destinata naturalmente anche a diventare un luogo di attrazione per i turisti.

Alla fine di dicembre si è invece conclusa l’opera di restauro della fortezza veneziana di San Nicola, dislocata in mare, proprio di fronte a Sebenico e venuta alla luce tra il 1540 e il 1547, su progetto di Gian Girolamo Sammicheli. Si tratta di un baluardo che è stato candidato all’inserimento nella lista del Patrimonio mondiale dell’Unesco. Nell’anno in corso verrà risanato il piccolo molo della fortezza e sarà costruito l’accesso via terra a San Nicola.

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