Sebenico, via al restauro della fortezza di San Nicola

SEBENICO. Sono cominciati nei giorni scorsi i lavori preliminari del restauro della fortezza veneziana di San Nicola, posizionata nel mare di fronte a Sebenico: il monumento culturale è candidato a essere inserito nella lista del patrimonio mondiale dell’Unesco.
A dare il via agli interventi è stata la rimozione dell’argine in terra che si trovava nella parte meridionale di questa magnifica costruzione approntata tra il 1540 e il 1547 su progetto di Gian Girolamo Sammicheli a tutela del porto di Sebenico. Si è poi passati alla demolizione di alcuni immobili all’interno della fortezza, lavori eseguiti dalla maestranze dell’impresa ragusea Tonikom e severamente supervisionati dagli esperti dell’Istituto sebenzano per la Conservazione. L’obiettivo infatti è quello di non causare il benché minimo danno, trattandosi come detto di un monumento storico-architettonico di eccezionale importanza.
L’operazione è complessa in quanto il trasporto dell’attrezzatura e del materiale di scarto avviene esclusivamente via mare, che poi è l’unico modo possibile: lo ha confermato il governatore della Regione di Sebenico, Goran Pauk, affiancato da esponenti dell’istituto pubblico Priroda (Natura in italiano), del Dipartimento sebenzano per la Conservazione e della Direzione conteale per la Salvaguardia dell’ambiente. A detta di Pauk, per l’anno prossimo si pianifica di risanare il piccolo molo della fortezza e approntare l’accesso via terra a San Nicola.
Come detto, la fortezza è candidata ad entrare nel patrimonio Unesco grazie a una iniziativa firmata dalla città di Bergamo e intesa a tutelare, restaurare e valorizzare le fortificazioni della Serenissima, costruite tra il XV e il XVII secolo. «Per i lavori preliminari abbiamo destinato la somma di 155mila euro – queste le parole di Pauk – la nomina della fortezza quale candidato alla lista del patrimonio dell’umanità rappresenta per noi un evento di straordinaria importanza e ci inorgoglisce. Posso ribadire che ogni intervento relativo al restauro sarà seguito dai nostri conservatori ed effettuato consultando i rappresentanti dell’Unesco. Crediamo che il progetto potrà essere realizzato in tempi non lunghi, donando a San Nicola l’antico splendore».
Ricordiamo che anni fa era stato messo a rischio il basamento della fortezza a causa della pluriennale opera dei “datoleri” locali, i pescatori abusivi di datteri di mare. Era stato necessario il rigoroso intervento della polizia per evitare che la raccolta dei “datoli” dalle fondamenta della struttura potesse comprometterne la statica.
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