Sempre più sinergie fra reparti e professionisti di Gorizia e di Trieste

«La sicurezza delle persone non può essere affidata al giudizio e alla strumentalizzazione della piazza, come nella scelta tra Gesù e Barabba».
A dirlo, facendo evidentemente riferimento alle delicate (e spesso contestate) scelte delle amministrazioni in fatto di sanità, è stato ieri il vicepresidente della Regione e assessore regionale alla Salute Riccardo Riccardi, che al San Giovanni di Dio ha partecipato alla conferenza dedicata alle eccellenze della sanità goriziana. Riccardi - che ha specificato che «le risorse, che non sono infinite, vanno destinate a sostenere specialità di eccellenza che devono essere concentrate per aumentare le casistiche affrontate e dunque la qualità del servizio» – ha sottolineato con piacere le collaborazioni e le sinergie tra reparti e professionisti delle strutture di Gorizia e Trieste («Vuol dire che siamo sulla strada giusta»), e ha osservato che «così come non bisogna mai nascondere le cose che non vanno, non bisogna nemmeno nascondere le cose che funzionano». E questo è stato proprio il senso dell’incontro di ieri alla presenza tra gli altri del commissario straordinario dell’Aas Antonio Poggiana e dell’assessore comunale al Welfare Silvana Romano. Proprio Romano ha sottolineato con soddisfazione il via libera della Regione al Gect Go per la condivisione del sistema informatico della sanità italiana con quello della sanità slovena (per la prenotazione di servizi e molto altro ancora) e ha invitato a mettere in rete anche le specialità degli ospedali al di qua e al di là del confine che non c’è più. Ad esempio, ha osservato l’assessore al Welfare, al nosocomio di Sempeter manca la specialità dell’Urologia, che invece è un fiore all’occhiello di Gorizia, come ha spiegato nella sua relazione anche il primario Fabio Vianello. Urologia che dopo anni di difficoltà negli ultimi 12 mesi ha registrato 11 mila attività ambulatoriali (+22%) e 900 interventi chirurgici, pur attendendo ancora il robot Leonardo da Vinci che altro, in regione, invece c’è già.
Poi si è parlato della chirurgia bariatrica (con il professor Alessandro Balani), che vede Gorizia uno dei 32 centri d’eccellenza nazionale, mentre per la Senologia è intervenuto il dottor Giuseppe Stacul che ha posto l’accento sul ruolo fondamentale del macchinario Osna in dotazione al reparto, che permette di portare a termine con un solo intervento, minimamente invasivo, la parte chirurgica del trattamento dei tumori al seno. Ma ancora si è parlato del ruolo di punto di riferimento dell’Odontostomatologia di Gorizia (con il dottor Della Siega) e dell’innovativo Percorso Delfino per l’accompagnamento ospedaliero e il supporto alle persone disabili gravi con ritardo mentale e deficit comunicativi. —
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