Sequestrata l’ex discarica di Pecol dei Lupi «Non aveva l’autorizzazione ambientale»

Interdetta dai carabinieri dei Noe su disposizione della Procura. Isambiente replica: «Solo una questione amministrativa»
Bumbaca Gorizia 28.12.2019 Cormons discarica Pecol dei lupi sotto sequestro penale © Foto Pierluigi Bumbaca
Bumbaca Gorizia 28.12.2019 Cormons discarica Pecol dei lupi sotto sequestro penale © Foto Pierluigi Bumbaca



“Discarica sottoposta a sequestro penale”. Questo il cartello appeso all’ingresso di Pecol dei Lupi da qualche giorno. È firmato dal Nucleo operativo ecologico di Udine dei Carabinieri, che hanno interdetto l’area alle porte di Borgnano su decisione della magistratura già da poco prima di Natale.

La motivazione alla base dell’atto è di natura amministrativa: a Isontina Ambiente, infatti, verrebbe contestato il fatto di aver gestito il sito per circa sei anni senza la necessaria Autorizzazione integrata ambientale rilasciata dalla Regione. Un punto, quest’ultimo, che però va spiegato nei dettagli: il problema risale agli anni in cui su Pecol pendeva la vicenda giudiziaria che ha opposto l’ex Sir e la Regione per la proprietà di una piccola parte dell’area su cui insiste la discarica. Un duello legale che si è concluso solo da poco, con il giudizio definitivo favorevole all’ente pubblico.

Ma per tutto il periodo in cui il procedimento tra Tar e Consiglio di Stato è andato avanti, la gestione della discarica ha continuato ad essere in carico a Isontina Ambiente, che provvedeva alla necessaria manutenzione. La legge, però, prevede per la gestione il rilascio da parte della Regione dell’Aia: documento, quest’ultimo, che da Trieste non poteva essere fornito proprio perché, essendo in corso un procedimento legale su chi fosse il legittimo proprietario di una porzione di Pecol, su quella parte di discarica la Regione non aveva il pieno e completo possesso dell’area. E in assenza di ciò, non poteva quindi rilasciare l’Aia, fondamentale per Isontina Ambiente che, in linea teorica, senza Autorizzazione integrata ambientale non avrebbe potuto continuare a gestire concretamente il sito, cosa che invece ha fatto per tutti questi anni. Da qui il provvedimento di sequestro, disposto proprio per approfondire la questione del mancato rilascio dell’Aia.

Un garbuglio burocratico che però da Isontina Ambiente sono certi di poter sciogliere spiegando appunto nel dettaglio l’intera questione. «Alla base di tutta questa vicenda – spiega il direttore di Isontina Ambiente, Giuliano Sponton – c’è l’annosa vicenda della fetta di terreni del lotto riguardante il caso ex Sir: nei cinque-sei anni della relativa vertenza legale abbiamo gestito Pecol ma, proprio perché nel frattempo c’era un iter giudiziario relativo alla proprietà di una parte del sito, la Regione non ha potuto rilasciarci l’Aia sul lotto in questione. Il sequestro di questi giorni nasce proprio da questo nodo, che contiamo di spiegare e risolvere nel modo più chiaro possibile».

Dunque nessuna preoccupazione o motivazione di natura prettamente ambientale alla base del provvedimento messo in atto dal Noe, ma un problema di natura amministrativa. Sul fatto il Comune di Cormons preferisce non rilasciare alcuna dichiarazione. Certo è che quest’ultimo colpo di scena è l’ennesimo capitolo di una telenovela, quella relativa alla chiusura di Pecol dei Lupi, che si protrae ormai da una decina d’anni. —



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