Serenissima e vecchie pendenze da sbloccare per aprire l’enoteca

«Il futuro dell’enoteca regionale “Serenissima” di Gradisca ci sta a cuore e lo delineeremo molto presto. Il punto è assolutamente in agenda». Il sindaco Linda Tomasinsig non ha dubbi. Verrà presto redatto e pubblicato il bando chiamato a trovare un nuovo gestore per lo storico locale di via Battisti, malinconicamente chiuso da oltre un anno dopo che il contratto con il precedente gestore, la Lotus Flower srl, era spirato dopo una proroga tecnica che aveva consentito di garantire al prestigioso locale del palazzo dei Provveditori Veneti l’apertura in vista dell’edizione dello scorso anno del Gran Premio Noè, gli “oscar” del mondo vitivinicolo regionale.
Il tema del futuro della “Serenissima”, un simbolo dei fasti passati di Gradisca, aveva (tiepidamente, per la verità) acceso anche la campagna elettorale conclusasi con la riconferma di Tomasinsig. Che para i colpi da eventuali polemiche. «Il futuro dell’Enoteca è una priorità, nessun dubbio su questo. La giunta e gli uffici sono al lavoro per la redazione e successiva pubblicazione del bando di gara a evidenza pubblica che dovrà tracciare le linee guida per il nuovo affidamento e attrarre dunque imprenditori. Prima della gara desideriamo chiudere la pratica relativa alle pendenze della gestione Clas e in tal senso stiamo lavorando con uno studio commercialista».
Il precedente contratto di gestione aveva visto alternarsi nei locali di via Battisti due diversi gestori: dapprima appunto la Clas del gradiscano Renato Tedesco, che gestiva l’enoteca dal 2012, e dal 2016 la citata Lotus Flowers srl di Cervignano del Friuli. Tecnicamente si era trattato di una cessione di ramo d’azienda, formula che aveva consentito una continuità operativa pressoché immediata alla Serenissima e scongiurato una nuova, dolorosa chiusura. Ma quel contratto, che aveva durata di sei anni, è ormai scaduto. Il nuovo bando, che nei contenuti non dovrebbe discostarsi di molto da quello precedente, avrebbe dovuto vedere la luce nei primi mesi del 2019, ma c’è stato qualche ritardo. Passata la bagarre elettorale, è ora di buttarsi a capofitto nel problema. Per Gradisca quello della nuova gestione dell’enoteca è infatti un passaggio importante. La Serenissima non è un locale qualunque, ma un simbolo della vocazione turistica oltre che della cultura enologica. Seconda in Italia per anzianità dopo quella di Siena, è stata una delle prime enoteche pubbliche d’Italia, fondata nel 1965 per una felice intuizione dell’allora Azienda autonoma di turismo e soggiorno di Gradisca e Redipuglia, del presidente e del direttore Giulio Portelli e Bruno Patuna, dell’amministrazione comunale dell’epoca guidata dal sindaco Marino Di Bert e del primo responsabile, Edoardo de Finetti.
Per oltre cinquant’anni è stata la vetrina dell’eccellenza vitivinicola ed enogastronomica regionale, passando dalle gestioni pubbliche di Ersa e Agrapromo a quelle private – ma per conto del Comune, subentrato alle agenzie regionali nella titolarità – di Ais Sommelier Fvg, Clas e poi per l’appunto Lotus Flower, che raccoglieva professionisti del settore ristorazione ed eventi. La durata della concessione era stata modificata nel 2012: non più 2 anni con opzione per altri 3, ma 6 “in blocco” per garantire continuità a lungo termine. Palazzo Torriani aveva anche abbassato il canone mensile minimo di gestione a 1. 200 euro, vale a dire 14. 400 euro annui: quasi 4 mila in meno di quanto pagava il precedente ente gestore, l’Associazione italiana sommeliers. Cifre che dovrebbero trovare conferma nel nuovo bando. —
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