Sgonico entra nell’Isontina Ambiente

Via libera del Consiglio comunale alla partecipazione nella società che si occupa di smaltire i rifiuti
Di Ugo Salvini
Lasorte Trieste 10/06/14 - Sgonico, Nuova Giunta Comunale, Monica Hrovatin (Sindaco)
Lasorte Trieste 10/06/14 - Sgonico, Nuova Giunta Comunale, Monica Hrovatin (Sindaco)

SGONICO. Il Comune di Sgonico è entrato nella società Isontina ambiente srl, l’azienda che si occupa di asporto e smaltimento rifiuti e che già opera per conto di numerosi Comuni della provincia di Gorizia, oltre che di quelli di Duino Aurisina e di Monrupino, per un bacino d’utenza complessivo da circa 200mila persone. La decisione è stata assunta nel corso della seduta che il consiglio comunale di Sgonico ha dedicato a numerosi punti, il più importante dei quali, sotto il profilo dell’impatto sulla popolazione residente, era proprio quello riguardante l’assunzione di una partecipazione di minoranza nella società Isontina ambiente «al fine dell’affidamento in house dei servizi pubblici locali di natura ambientale».

Una delibera simile a quella assunta di recente anche dai Comuni di Duino Aurisina e Monrupino. «Si è trattato di una scelta importante - ha detto Monica Hrovatin, sindaco di Sgonico - perché ci permette di entrare in una rete di servizi molto radicata sul territorio, che ha già dato ottime prove di efficienza e che ci garantirà un’economia di scala che riteniamo rilevante». La discussione che ha preceduto il voto però è stata piuttosto accesa, soprattutto per l’intervento di Pietro Geremia, capogruppo di Forza Sgonico, lista che siede sui banchi dell’opposizione. «Ho votato contro con convinzione - ha spiegato l’esponente del centrodestra - in quanto il Comune ha scelto di non procedere con una gara d’appalto, ma di affidare direttamente il tutto a una cooperativa che opera nel territorio isontino. È stata scelta così una strada contraria alla gara d’appalto diretta, una via che oserei dire vergognosa. Bastava fare il capitolato per una gara d’appalto - ha aggiunto Geremia - inoltre questa società, della quale il Comune diventerà socio con una partecipazione risibile, effettuerà essa stessa la gara d’appalto, di conseguenza le società triestine potranno vincerla e operare sul territorio comunale, con un appesantimento burocratico che sarà tutto a carico dei cittadini. Per la parte tecnica - ha concluso - si passerà a un sistema ibrido che prevede il porta a porta non per tutti i tipi di rifiuti, perciò discutibile». «La legge non impone di allestire una gara d’appalto in questi casi - ha replicato Hrovatin - e abbiamo ritenuto che, vista la qualità del servizio e il vantaggio per i cittadini, fosse più opportuno decidere direttamente».

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