«Sì alla società per Porto vecchio ma la regia non finisca ai privati»

Il nuovo gestore annunciato da Dipiazza incassa il placet condizionato degli alleati Il Pd: «Il rischio spezzatino non è scongiurato». Il M5s: «Quote pubbliche al 100%»
Lasorte Trieste 21/03/19 - Porto Vecchio, Edifici in Demolizione
Lasorte Trieste 21/03/19 - Porto Vecchio, Edifici in Demolizione



La società di gestione per lo sviluppo del Porto vecchio risveglia la comunità politica triestina dopo l’annuncio, da parte del sindaco Roberto Dipiazza, della sua imminente costituzione. Se da destra arriva il plauso all’operato di giunta, pur con dei rilevanti distinguo, sui banchi dell’opposizione i dubbi fioccano.

Il primo cittadino, ricordiamo, ha dichiarato sul Piccolo di ieri che il 29 del mese si terrà un incontro fra lo stesso sindaco di Trieste, il presidente dell’Autorità di sistema portuale Zeno D’Agostino e il presidente della Regione Massimiliano Fedriga per stabilire quali saranno i primi passi della società che, sulla carta, dovrebbe accompagnare il processo di alienazione dell’antico scalo. Finora però il sodalizio non aveva visto luce, suscitando le perplessità dei suoi sponsor. Dipiazza ora però corre ai ripari e annuncia l’imminente costituzione della società, specificando che all’inizio sarà pubblica, e che in futuro si potrà aprire a partecipazioni private.

Dai ranghi del centrosinistra interviene la capogruppo del Partito democratico Fabiana Martini: «Premesso che noi faremo sempre il tifo per Porto vecchio, al di là dei facili annunci e del rischio “spezzatino”, che non ci sembra per nulla scongiurato, quello che ci preoccupa di più è la mancanza di una maggioranza stabile capace di una visione unitaria del futuro della città. Oggi si è ostaggio dell’elezione del presidente del Consiglio, domani della società di gestione, dopodomani chi sa di che altro». Così invece il consigliere del Movimento 5 Stelle Paolo Menis, che in aula aveva chiesto venisse preservato il carattere pubblico della società: «Dipiazza dice che poi apriranno all’ingresso dei privati ma, come noi abbiamo chiesto fin dal principio, la società di gestione dovrebbe restare interamente in mano pubblica». «Ora però, al di là degli annunci, bisogna capire - aggiunge lo stesso Menis - quale sarà il ruolo di questa realtà, perché al momento le funzioni non ci sembrano ancora chiare. Servirebbe inoltre un piano complessivo per lo sviluppo dell’area».

Passando dall’altro lato dello spettro politico, troviamo il consigliere comunale leghista Everest Bertoli, che per il Carroccio si esprime così: «La nascita di una società pubblica è un’ottima iniziativa, presuppone una visione e un progetto comune per il futuro dell’area. Condividiamo anche il fatto che le partecipate pubbliche non debbano diventare un deposito per “politici bolliti”, come ha detto il sindaco».

Il Carroccio pone però dei punti fermi sulla futura evoluzione della società, durante un mandato in cui il Consiglio comunale è relegato a un ruolo ancillare: «Una volta costituita la società, definiti lo statuto e la struttura, il Comune sarà chiamato a stabilire chi saranno gli amministratori attraverso i suoi organismi, ovvero la giunta e il Consiglio comunale».

Si frega le mani invece il capogruppo di Forza Italia Alberto Polacco, che accoglie con soddisfazione l’annuncio del sindaco: «Fu Forza Italia a chiedere che la società di gestione mantenesse un carattere pubblico al 50% più uno. Lo abbiamo messo nero su bianco in un emendamento alle linee direttive su Porto vecchio che è stato inserito nel documento. Quanto detto dal sindaco conferma il recepimento del nostro lavoro». Conclude Polacco: «Se poi si apre ai privati, bene, ma la regia resti in mano pubblica».—



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