Sindacato in lutto, morto Augusto Salvador

Il segretario della Femca Cisl Fvg è mancato a 58 anni dopo una malattia. Tra le sue battaglie, quelle per Safilo e Caffaro

Torviscosa

Lutto nel mondo sindacale: Augusto Salvador, segretario della Femca Cisl Fvg per il territorio di Udine e della bassa friulana, si è spento nella sua casa di Torviscosa la notte tra martedì e mercoledì, dopo aver lottato contro la malattia che lo aveva colpito qualche tempo fa.

Salvador, che aveva 58 anni, lascia la moglie, l’anziana mamma e un fratello. Se n’é andato in silenzio dopo una vita spesa a fianco dei lavoratori. I funerali saranno celebrati domani alle 15 nella chiesa di Torviscosa.

Sindacalista dal 1997 della Femca Cisl Fvg, Salvador era molto noto in tutta la provincia di Udine per le sue battaglie, portate avanti con determinazione e intraprendenza assieme ai colleghi delle altre sigle sindacali. Tra le più note quella alla Girardi di Palazzolo dello Stella, della Safilo di Precenicco e Martignacco (l’ultima per la riorganizzazione aziendale di gennaio) e, soprattutto quella della Caffaro di Torviscosa. Ma si ricordano anche quelle per la Mangiarotti di Sedegliano e per la Vetreria Sangalli di San Giorgio di Nogaro.

Una vita nel sindacato fatta di vittorie e dolorose sconfitte (vedi Girardi). Era molto orgoglioso per il salvataggio della Caffaro con l’intervento del Bertolini Group, dove era stato possibile ricollocare gran parte dei dipendenti rimasti senza lavoro a causa del sequestro degli impianto nel 2008. Un percorso lungo e complicato per non far morire il sito italiano della chimica: dopo oltre due anni, attraverso non poche speranze e delusioni, l’impianto era stato affidato al gruppo bolognese.

Fortemente convinto delle potenzialità della chimica, sosteneva che questa rappresentasse il futuro, difendeva questo ramo dell’industria da chi la considerava solo fonte di inquinamento. Lui non esitava a schierarsi e a ribadire che fare chimica pulita si può.

Grande assertore dell’innovazione e della tecnologia, affermava che queste erano le molle per far diventare Torviscosa un polo di attrazione e ricerca internazionali. Certificazioni elevate e coinvolgimento delle università di Lubiana e Belgrado sull’esempio della Ludwingshaffen erano le sue “ricette”. Aveva dimostrato lo stesso impegno nel tentativo di salvare la Safilo- tra le numerose proteste con gli operai davanti alle sedi di Martignacco e Precenicco – e si rammaricava per la chiusura dello stabilimento della Bassa friulana. —



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