Sissa, una ricerca sull’arrampicata sociale
Uno studio dimostra i meccanismi delle società "opportuniste". «Quello è finito lì perché ha delle conoscenze”. Quante volte avete sentito questa frase? Ora uno studio conferma quello che in apparenza è solo un luogo comune. La ricerca, pubblicata sul Journal of Statistical Physics e che coinvolge la Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati (SISSA) di Trieste, si intitola molto eloquentemente “The Social Climbing Game”, ovvero il gioco dell’arrampicata sociale.
I ricercatori hanno elaborato una simulazione di network sociale: ogni individuo è rappresentato da un nodo, e i link, i collegamenti tra i nodi, sono le interazioni sociali. Ogni individuo è portato ad aumentare la propria importanza sociale, e per fare ciò deve necessariamente connettersi ai “nodi più centrali”, ovvero alle persone che contano. Tuttavia, per avanzare socialmente deve tagliare i ponti col passato: tecnicamente abbandonare i vecchi nodi e collegarsi a quelli più centrali. Quanti sono però predisposti a troncare con le vecchie connessioni per mirare in alto? In altre parole, quanti sono gli opportunisti in una società?
“In realtà”, risponde Giancarlo De Luca, dottorando in Fisica Statistica alla Sissa e co-autore dello studio, “tutti gli individui sono 'arrampicatori sociali'. Il fatto che la società sia in una fase egualitaria oppure gerarchica non dipende, dunque, dal numero di individui che mirano alla scalata ma piuttosto da quanta importanza gli individui di quella società attribuiscono al prestigio sociale».
Quindi una società con una forte classe dominante, secondo le simulazioni, indicherebbe che c’è maggiore “fame” di prestigio sociale da parte dei livelli inferiori. «Funziona un po’ come Facebook», aggiunge De Luca. Il che è tutto dire.
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