Slovenia, isolamento deciso già al confine di Stato. In Croazia contagi in calo, Banja Luka non fa più i test

LUBIANA Balcani terra di contraddizioni, anche nell’emergenza coronavirus. Slovenia e Croazia stanno correndo ai ripari per cercare di arginare l’impennata di contagi delle ultime settimane, mentre in Serbia tutto scorre “normale” con cifre, almeno quelle ufficiali che si ritene non siano particolarmente veritiere, però preoccupanti. Mentre in Bosnia-Erzegovina la Republika Srpska (l’entità serba) si toglie qualsiasi pensiero e sospende i tamponi.
La Slovenia, dopo aver deciso che la Croazia è una “zona rossa” come Serbia, Montenegro e Bosnia ha stabilito nuove norme per rendere il procedimento di messa in quarantena più snello e veloce. Questo, infatti, a partire da ieri, viene attuato direttamente dagli agenti di frontiera al confine. Fermata l’automobile proveniente da un Paese “rosso” i dati dei documenti degli occupanti viene immediatamente trasmesso all’Istituto superiore di salute pubblica che vidimati gli stessi dà all’agente il via libera alla quarantena.
I soggetti al provvedimento restrittivo devono indicare dove passeranno i 14 giorni di isolamento e sono soggetti a controlli di polizia. Per quanto riguarda nuovi contagi la Slovenia tira il fiato denunciando nelle ultime 24 ore solo 6 casi. L’unica preoccupazione si concentra sull’asilo “Mavrica” (arcobaleno) di Odranci, una sessantina di chilometri a sud est di Murska Sobota, dove si sono registrati 5 contagi e 70 persone sono finite in quarantena.
Più complessa e articolata la situazione in Croazia soprattutto per la presenza di un numero notevole di turisti soprattutto sulla costa e nella capitale Zagabria. Il quartier generale della Protezione civile ha annunciato 25 nuove infezioni da Covid-19 nelle ultime 24 ore. Due donne sono morte a Pola. Secondo il ministro croato della Salute Vili Beroš, le vittime avevano 79 e 81 anni, ma avevano gravi problemi di salute. In Croazia sono stati eseguiti 1.028 test nelle ultime ore e attualmente ci sono 1.150 casi attivi di infezione nel Paese, 57 in meno rispetto al giorno prima, 147 pazienti sono ricoverati in ospedale, nove di loro hanno bisogno dell'aiuto di un ventilatore medico, riporta il quotidiano Jutarnji List. Finora sono state rilevate 4.370 infezioni e 122 persone sono morte.
Gli epidemiologi croati prevedono che il numero di nuove infezioni continuerà a diminuire nei prossimi giorni. Nelle ultime 24 ore, il maggior numero di nuove infezioni è stato rilevato nell'area di Zagabria, dove sono stati identificati 11 casi. Ci sono stati sette nuovi casi nella Regione istriana. In altre contee costiere, solo una nuova infezione è stata rilevata da domenica, vale a dire nella contea di Spalato-Dalmazia. Il capo dell'Istituto croato di sanità pubblica, Krunoslav Čapak , ha affermato che l'inasprimento delle misure introdotte all'inizio della scorsa settimana ha contribuito alla riduzione del numero di nuove persone infette. Nella zona della contea di Vukovar-Srijem, il numero di partecipanti ai matrimoni è stato limitato ai testimoni e ai parenti più stretti fino al 4 agosto.Le misure sono state rafforzate quando hanno scoperto che i matrimoni con centinaia di ospiti, tipici di tutta l’area balcanica, hanno contribuito alla rapida diffusione delle infezioni negli ultimi giorni, dando vita a pericolosi focolai. Come ha affermato Čapak, ora si sta valutando la possibilità di estendere la misura a livello nazionale. Altre contee stanno prendendo in seria considerazione la possibilità di limitare l’orario di apertura dei night club come ha già fatto, peraltro, la Regione Istria. Anche questo provvedimento potrebbe essere esteso a livello nazionale nei prossimi giorni.
Nelle ultime 24 ore, 359 nuove infezioni da coronavirus sono state invece rilevate in Serbia, dopo aver eseguito 8349 test. Negli ospedali sono ricoverati 4762 persone contagiate, 190 pazienti hanno bisogno dell'aiuto di un ventilatore medico. Dieci le vittime. In Serbia, finora sono stati eseguiti 558.440 test per il coronavirus, confermati in 21.253 casi, 482 pazienti sono morti. Il tasso di mortalità dovuto a Covid-19 è del 2,27 per cento in questo paese dei Balcani occidentali. A Belgrado è stato allestito anche un nuovo ospedale nel palazzetto dell’Arena che ospita attualmente 225 pazienti.In Bosnia ed Erzegovina sono state rilevati 130 nuovi contagi nelle ultime 24 ore, la maggior parte a Sarajevo, vale a dire 67, ma si tratta di dati incompleti, in quanto si riferiscono solo alla Federazione della Bosnia-Erzegovina. In Republika Srpska, nel frattempo, hanno annunciato di non aver effettuato alcun test per l'infezione nelle ultime 24 ore, come riferisce l'agenzia di stampa croata Hina.
L'Istituto di sanità pubblica della Republika Srpska non ha spiegato perché non lo abbiano fatto. Questa è la prima volta che non sono disponibili dati su nuove infezioni da Banja Luka dall'inizio dell'epidemia. Tuttavia, è stato annunciato che un paziente è morto domenica scorsa per Covid-19 proprio nella Republika Srpska.Nelle ultime 24 ore sono stati eseguiti 794 test nella Federazione della BiH. Cinque nuovi decessi dovuti a coronavirus sono stati confermati anche in questa entità della Bosnia-Erzegovina. In tutti e cinque i casi, i pazienti avevano più di 60 anni.Finora nel Paese sono state confermate oltre 8.600 contagi, che hanno causato la morte di 257 persone. In Montenegro, infine, nelle ultime 24 ore sono stati accertati 95 nuovi contagi da coronavirus e due decessi. Dopo che il mese scorso si era dichiarato covid-free, il Montenegro - al pari di tutti gli altri Paesi balcanici - è interessato da una forte ripresa dell'epidemia. —
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