Società consortile a rischio chiusura Chiesti alla Regione 900 mila euro

Corsa contro il tempo per evitare la liquidazione Ziberna incontra Fedriga: «Situazione molto ingarbugliata»



Conti in rosso e futuro sempre più in bilico per la società consortile che gestisce l’aeroporto Duca d’Aosta di Gorizia. «La situazione è, a dir poco, ingarbugliata. Molto ingarbugliata», ammette a denti stretti il sindaco Rodolfo Ziberna che ha immediatamente allertato la Regione nella persona del governatore Massimiliano Fedriga. Il Comune e la Camera di commercio Venezia Giulia sono nelle condizioni che non possono, per legge, sostenere economicamente la società. Può farlo solamente la Regione. «Ed è per questo che ho chiesto al presidente 750 mila euro per investimenti e 150 mila per coprire le spese correnti. Non sarebbe uno stanziamento pluriennale ma una tantum. Questa è l’unica strada. Questa è l’unica maniera per andare avanti». L’alternativa, infatti, è la messa in liquidazione della società consortile e una nuova (non facile né scontata) ripartenza: con la costituzione di una nuova società e l’emanazione di un nuovo bando da parte di Enac, con un’ulteriore dilatazione dei tempi, mentre il “Duca d’Aosta” ha bisogno almeno di cerotti oggi, visto che le strutture sono degradate e a rischio crollo. Da un lato, oggi, mancano le risorse perché non c’è la possibilità di generare utili, dall’altro senza risorse non si possono affrontare gli investimenti che sarebbero necessari proprio per arrivare a quegli utili. Un cane che si morde la coda.

Sull’argomento si è svolta anche una commissione consiliare specifica «i cui contenuti - fa sapere il sindaco - sono stati secretati. Ci sono tre problemi in questo momento. Primo: il Comune non può far parte di una società che ha più amministratori che dipendenti. Peraltro, la nostra è anche una situazione beffarda perché la consortile ha un presidente (Roberto Silli, ndr) che non percepisce alcuna indennità ma non c’è nemmeno un dipendente. Quindi, bisognerebbe assumere una persona, ma con quali soldi?»

E qui si innesta il problema successivo. Perché la società ha tre bilanci consecutivi in rosso determinati dal fatto che si riferiscono alla situazione precedente all’affidamento dell’aeroporto: la consortile, quindi, non poteva introitare nulla. Gli enti pubblici (Comuni di Gorizia, Savogna e compagnia cantante), in questa situazione, dovrebbero salutare, cedere le quote e togliere il disturbo. Terzo: Camera di commercio e Comuni non possono erogare contributi «a meno che non vi sia un piano industriale sano e positivo. Ma come si riesce a costruirlo se la situazione finanziaria è in rosso?».

In più, ci sono le problematiche relative alla gestione dell’impianto anti-incendio, la partecipazione di Pipistrel alla società e mille altri rivoli che rendono la situazione davvero molto aggrovigliata e complessa. «Ho cercato di far capire al presidente della Regione che non ci sono alternative. I 750 mila euro verrebbero utilizzati, ad esempio, per sistemare l’hangar principale mentre i 150 mila occorrerebbero per ripianare un po’ di debito e assicurare il servizio anti-incendio. Spero che il responso positivo», annota il primo cittadino. Anche perché, con la morte prematura della consortile, rischiano di svanire nel nulla e di dissolversi anche i sogni di realizzazione del Polo aeronautico dopo rendering, annunci altisonanti, conferenze stampa, proclami, cerimonie...

L’assessore comunale al Bilancio e alle Società partecipate Dario Obizzi è più abbottonato e si accoda alle dichiarazioni del sindaco. «Stiamo cercando di coinvolgere la Regione. Purtroppo, c’è una serie di paletti giuridici e amministrativi che noi stiamo cercando, giustamente, di rispettare. Ci auguriamo che le nostre richieste possano essere accolte».

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