«Solo l’autopsia chiarirà le cause di questa anomala super febbre»

Che cosa ha ucciso Marco Ariete? «Questa è una domanda che resta aperta», ammette Gianni Cavallini, direttore del Dipartimento di Prevenzione dell’Azienda sanitaria 2 Bassa Friulana e medico specializzato in igiene, epidemiologia e sanità pubblica, che di casi, per la sua professione, ne ha vagliati molti. «Solo l’autopsia, a questo punto, potrà fare chiarezza – dice –. Dal punto di vista clinico quella che noi tecnici definiamo iperpiressia, cioè super-febbre, associata a quel quadro cognitivo ha fatto supporre una meningite, tuttavia esami e analisi strumentali non hanno dato evidenza di tale ipotesi». «Alla Tac il cervello, come qualsiasi altro apparato del paziente, è risultato indenne», ha chiarito. La tomografia assiale computerizzata cui l’uomo è stato sottoposto al San Polo, ha escluso altresì emorragie interne. «Nonostante ciò – continua Cavallini – una sintomatologia così impetuosa e un decorso altrettanto rapido possono essere associati, in letteratura medica, anche a forme di meningite molto rare, ma pur sempre esistenti». Per questo motivo, a dispetto degli esami negativi, è ugualmente scattato il protocollo ministeriale per quella malattia, con relativa profilassi, cui è stato sottoposto anche il personale sanitario che ha avuto contatto con l’uomo all’ospedale cittadino.
Ma se non dovesse trattarsi di meningite, a cos’altro pensare? «Il medico legale ce lo dirà nei prossimi giorni – replica Cavallini –, ma io potrei supporre, in astratto, un evento acuto cardiocerebrale vascolare, anche in coincidenza con una situazione climatica sfavorevole». Qui va aperto un inciso: contattate da Livio Menon, segretario Fiom, le Rsu dello stabilimento del Lisert, che proprio a fronte della tragedia in fabbrica avevano verificato giovedì la temperatura del capannone, pensando evidentemente alla possibilità di un malore causato dall’afa, hanno definito come consone il livello della colonnina di mercurio sul posto di lavoro. Ma questi saranno aspetti eventualmente sotto la lente in un momento successivo, se si renderà necessario.
Tornando allo sfortunato operaio, stando a Cavallini del caso non si può dare al momento una lettura univoca, poiché solo gli esami previsti potranno escludere o avvalorare una tesi. Marco Ariete non avrebbe avuto fattori predisponenti a malattie.
Prima dell’accaduto non aveva lamentato particolari dolori, a parte, secondo quanto appreso dagli operatori sanitari, dei «mal di testa», accusati nei giorni prima e riferiti ai colleghi. Un sintomo tipico di infiammazione alle membrane cerebrali e che, anche per questo, all’inizio aveva portato i medici a considerare l’eventualità di una meningite. –
Ti. Ca.
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