Sos anche a Trieste, Muggia e Monfalcone

Da Muggia a Grado passando per Trieste e Monfalcone. La carenza di bagnini disposti a fare la stagione è iniziata in sordina l’estate scorsa e quest’anno ha registrato un’esplosione senza precedenti....

Da Muggia a Grado passando per Trieste e Monfalcone. La carenza di bagnini disposti a fare la stagione è iniziata in sordina l’estate scorsa e quest’anno ha registrato un’esplosione senza precedenti. Un’inversione di tendenza inaspettata fino a un paio di anni fa, quando i bagnini sgomitavano per aggiudicarsi la stagione. Vale praticamente lungo in tutto il litorale, da dove tanto gli stabilimenti privati quanto le cooperative che offrono il personale di salvataggio lamentano il problema interrogandosi sulle possibili cause l’hanno provocato. Ecco cosa dicono dalla cooperativa La Bora di Trieste, che offre il personale di salvamento ai Topolini di Barcola e agli stabilimenti Dama bianca e Residence Europa di Duino. «Bagnini? Neanche l’ombra. Di Trieste sono pochissimi, quest’anno li abbiamo dovuti chiamare da molto lontano: Genova, Palermo, c’è perfino uno studente universitario che viene dal Libano. Questo mestiere è considerato come un ripiego». A Monfalcone la situazione non cambia. Il personale di salvataggio da impiegare nelle spiagge e nelle piscine del campeggio ex Albatros e al Marina Julia (foto in centro Bonaventura) viene offerto dalla società Sicury Service, da dove il titolare Rosario Di Piazza conferma la carenza. «Chi studia, dopo ricomincia la scuola, e chi il bagnino lo farebbe di professione, a settembre si ritrova a doversi cercare un altro lavoro». (el.pl.)



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