Sospetto inquinamento frenato il Piano Zamparini

Approvata in aula parte della mozione di Liber@. Il progetto turistico dovrà attendere le analisi sul materiale di riporto nell’area di valle Cavarera
Di Antonio Boemo

L’approvazione definitiva del Piano particolareggiato di Valle Cavarera, l’insediamento del gruppo Zampartini, dovrà attendere altre analisi dell’Arpa per sapere una volta per tutte se il materiale di riporto trasportato nell’area è inquinato o meno. Lo ha deciso ieri il Consiglio comunale, all’unanimità, dopo un lungo dibattito seguito a un’interpellanza e a una mozione presentata dai consiglieri di Liber@, Dario Raugna, Fiorenzo Facchinetti e Mauro Tognon. Una discussione incentrata sulla sentenza di primo grado adottata nel novembre 2012 dal giudice monocratico Rossella Miele contro Andrea Maurizio Zamparini, Giovanni Bearzotti, Giulio Ranni e Remo Livoni, condannati per aver portato nell’area materiale in quantità ben superiore a quanto previsto dall’autorizzazione per mettere in quota il terreno. E qui s’innesta la questione che ha scatenato i lunghi interventi. Il materiale, o parte di questo, è inquinato? Nessuno lo ha saputo dire. Nell’interpellanza Dario Raugna ha citato una relazione dell’Arpa, del maggio 2008, «risultata non solo incerta sotto il profilo della datazione e della provenienza, ma soprattutto inaffidabile nei contenuti, sotto il profilo specifico dell’eventuale presenza di sostanze inquinanti nel materiale riportato nell’area». Per Liber@ questo fatto che non è stato chiarito da nessun organismo, rende inefficace l’attestazione di compatibilità paesaggistica del permesso a costruire in sanatoria, con la conseguenza che andrebbe emesso l’ordine di rimessione in pristino dello stato dei luoghi, ovviamente a spese dei condannati. Come peraltro già stabilito dal giudice monocratico.

E dato che c’è già l’imposizione del giudice, il Comune non ha obblighi di farne un’altra, ha affermato il sindaco Edoardo Maricchio, comunicando altresì che in merito a questa vicenda processuale è già stato annunciato ricorso. Due gli argomenti che hanno tenuto banco. Il primo è che il Piano particolareggiato è uno strumento urbanistico e non si può fermare («abbiamo già ricevuto due diffide – ha detto il sindaco – da parte dei legali del gruppo Zamparini»). L’altro, sul quale hanno puntato un po’ tutti, è che è assolutamente necessario sapere se il materiale (arrivato da Muggia, è stato precisato) è inquinato o meno. Dopo il dibattito e una sospensione di una decina di minuti per la riunione dei capigruppo, il Consiglio ha fatto propria la mozione presentata da Liber@ approvandone all’unanimità una parte. Si parla di “preoccupazione” e per questo l’impegno ad attivarsi immediatamente indipendentemente da eventuali ricorsi, per verificare la presenza di inquinanti sui terreni oggetto della sentenza e su quelli attigui. Inoltre, a evitare di approvare il Prpc fintanto che non giungeranno i dati definitivi.

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