Speleo in azione a caccia dei misteri dentro le grotte
La rete idrografica sotterranea del Carso rimane un rebus, come dimostra la riscoperta e riapertura della cavità 1940, numero con cui è registrata al Catasto regionale grotte, assieme alla definizione di secondo pozzo delle risorgive del lago. La cavità si trova a monte di quelle ora attive, ma ha riservato delle sorprese. Almeno a livello iniziale, quando, profonda 5 metri, e posta in parte sotto il livello del lago, è risultata asciutta, anche nei giorni di gran piena dello specchio d’acqua. L’eliminazione del materiale sul fondo ha permesso di trovare l’acqua a 6 metri di profondità dall’imbocco della grotta, come spiega Matteo Cavanna del Gruppo speleologico Amici del Fante. —
La. Bl.
Riproduzione riservata © Il Piccolo
Leggi anche
Video








