Stadio costruito 80 anni fa fucina di campioni
Di partite ne ha ospitate tante, di aneddoti da raccontare ne avrebbe a bizzeffe. È una storia lunga quella del glorioso stadio Grezar, inaugurato nel settembre del 1932, quando portava ancora il nome di stadio Littorio. La partita del debutto fu Triestina–Napoli finita in parità 2 a 2 e valida per il campionato di serie A. E di tornei ad alto livello l’impianto di Valmaura ne ha ospitati parecchi, così come sulla sua erba si sono esibiti campioni indimenticabili, da Rocco a Pasinati, da Colaussi a Trevisan fino a Valcareggi, solo per restare dalle parti di casa nostra.
Un impianto costruito in previsione dei campionati del mondo del 1934, che si disputarono in Italia e che in quella rassegna iridata ospitò l’ottavo di finale tra Cecoslovacchia e Romania terminato 2 a 1. Nel 1967 lo stadio fu intitolato ad un grande campione triestino, Giuseppe Grezar, scomparso insieme al grande Torino nella tragedia di Superga del 1949. Memorabili le sfide in serie D tra Triestina e Ponziana, derby molto sentito in città, che nella partita del 1 dicembre del 1974 segnò il record assoluto di spettatori, con oltre 20 mila presenze. Con la costruzione dello stadio Nereo Rocco nel 1992, il Grezar non fu più il palcoscenico principale delle partite dell’Unione, con una eccezione, il 1 novembre del 1994 quando vi si disputò la gara tra Triestina e Sevegliano, per il campionato Nazionale Dilettanti finita 1 a 0 con una rete di un altro triestino Massimo Marsich.
Nel 2005 il Grezar è andato in pensione, dopo oltre 70 anni di onorata militanza, in attesa di tornare a nuova vita, terminati i lavori di rifacimento, ma stavolta come casa dell’atletica leggera, con una capienza di circa 6.200 spettatori. (p.p.)
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