StarTech, gli stipendi dei 320 lavoratori non sono arrivati: i dettagli

Mrdovic-Vianello garantisce l'accredito lunedì. I sindacati annunciano un presidio 

Valeria Pace
La sede della StarTech (Lasorte)
La sede della StarTech (Lasorte)

Nonostante le promesse e le rassicurazioni, gli stipendi ai 320 lavoratori di StarTech alla fine venerdì non sono arrivati. Dopo ore e ore ad aggiornare le app di home banking, una e-mail firmata dal Ceo Novica Mrdovic-Vianello – il quale definisce quella di venerdì «una giornata da infarto» – verso le 17 ufficializza quanto tutti ormai davano per scontato: i bonifici non sono stati fatti né è possibile predisporli in giornata «a causa di un impedimento tecnico». I soldi arriveranno lunedì «senza ulteriori ritardi», viene garantito nella comunicazione.

I sindacati non ci stanno e scatta la mobilitazione. Fim Cisl, Fiom Cgil, Uilm e Ugl assieme alla Rsu convocano per lunedì un presidio ai cancelli della fabbrica con conferenza stampa. La Regione definisce «gravissimo» l’ulteriore slittamento delle retribuzioni per voce degli assessori regionali al Lavoro e alle Attività produttive, Alessia Rosolen e Sergio Emidio Bini. In mattinata lo stesso governatore Massimiliano Fedriga aveva reso noto che l’esecutivo regionale stava «monitorando con grande attenzione e con le dovute preoccupazioni» la situazione. Durissima Confindustria Alto Adriatico, che manifesta «sorpresa e imbarazzo per il mancato rispetto degli impegni assunti davanti a lavoratori e istituzioni».

Il ceo

È stata «una giornata da infarto», assicura il Ceo, parlando al telefono da Milano, in cui «l’unica cosa positiva successa» è stato l’essersi assicurato «un nuovo cliente» che ora porta StarTech ad avere ordini «fino a metà 2027» per un valore che supera i «200 milioni di euro, a fronte di un fatturato 2025 di 10 milioni».

In mattinata, Mrdovic-Vianello aveva assicurato che in giornata gli stipendi sarebbero arrivati. Dunque che cos’è successo nelle ore successive? «Abbiamo fatto alcuni pagamenti non urgenti nella prima metà della giornata, sicuri che ce ne arrivassero da alcuni clienti. Uno di loro però ha fatto un versamento con l’accredito lunedì, non immediato come invece avevamo chiesto. Non avevamo dunque più fondi a sufficienza per garantire lo stipendio a tutti. Abbiamo provato a trasferire fondi tra i conti della società e io personalmente anche dal mio conto privato, ma non era possibile di venerdì pomeriggio. Abbiamo dunque valutato di pagare circa 200 dipendenti, dando priorità a operai e tecnici e non a ingegneri e management. Ma questa non era una strada percorribile, dunque abbiamo scelto di dare un anticipo di 850 euro a tutti per saldare poi lunedì, ma a quel punto i bonifici andavano fatti manualmente. Cominciamo e ci si blocca il sistema. Così cinque lavoratori hanno ricevuto l’accredito e nessun altro».

Lunedì, però, i soldi arriveranno a tutti, garantisce. E giovedì, al tavolo con il ministero dell’Industria e del Made in Italy (Mimit) e la Regione ci sarà l’annuncio «di un piano molto solido, abbiamo sostituito i due investitori usciti di scena, New Photonics (azienda israeliana cui il governo aveva precluso l’ingresso con una partecipazione societaria del 50% applicando la procedura di Golden Power, ndr) e Mountain X, con altri due di peso nettamente superiore e di importanza strategica più alta», afferma.

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Lo stabilimento StarTech in zona industriale a Trieste (foto Andrea Lasorte)

Le reazioni

Alla posizione del Ceo, però, i sindacati stentano a credere. In una nota evidenziano che il mancato pagamento degli stipendi è «una grave violazione degli impegni presi» e dunque «condannando» il fatto indicono «un presidio con conferenza stampa per lunedì».

Bini e Rosolen, oltre ad auspicare che gli stipendi arrivino almeno dopo il weekend, esprimono anche la loro aspettativa che «nel corso del prossimo tavolo convocato dal Mimit per il 14 maggio, StarTech sia in grado di fornire garanzie concrete sulla sostenibilità del piano industriale e sulla salvaguardia dei livelli occupazionali del sito giuliano». Confindustria Alto Adriatico assicura che vigilerà «su tutti i passaggi futuri affinché sia garantito un piano industriale sostenibile che rispetti i lavoratori della ex Flextronics».

Intanto nel pomeriggio la deputata dem Debora Serracchiani assieme al consigliere regionale Francesco Russo, la segretaria provinciale Maria Luisa Paglia e altri vertici del partito incontra sindacati e rappresentanze dei lavoratori. I dem annunciano una serie di iniziative parlamentari per chiarire i contorni della vicenda, tra tutti la questione della procedura Golden power «che avrebbe portato all’uscita della società israeliana New Photonics». I parlamentari di FdI Nicole Matteoni e Walter Rizzetto fanno sapere che rimangono impegnati in confronti serrati con il Mimit.—

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