Stop al grembiule obbligatorio Resta il tetto per gli stranieri

Approvate in commissione delle mini modifiche al testo Maggioranza e opposizioni spaccate su soglie del 30% e crocifisso in tutte le classi
Lasorte Trieste 17/10/18 - Sala Giunta, Educazione alla Cittadinanza, Angela Brandi, Piero Camber
Lasorte Trieste 17/10/18 - Sala Giunta, Educazione alla Cittadinanza, Angela Brandi, Piero Camber



Il regolamento per le scuole dell’infanzia comunali ieri è approdato in quinta commissione, subendo due piccole modifiche. Su richiesta del consigliere forzista Bruno Marini, l’assessore all’Educazione Angela Brandi eliminerà l’obbligo del grembiulino. Inoltre Brandi, sollecitata da Valentina Repini (Pd), si è anche detta disponibile a ripristinare il riferimento all’obbligo della conoscenza diretta della lingua slovena per gli insegnanti. Per il resto, l’aula era divisa: il centrodestra ha difeso la delibera, l’opposizione ha ribadito le critiche.

Al centro del dibattito il tetto del 30% alle presenze di alunni stranieri ma anche l’insegnamento della religione cattolica e i menù delle mense, che privilegeranno i prodotti «locali». Ha dichiarato il dem Giovanni Barbo: «Anche se l’intento non è discriminatorio, il tetto pone un discrimine di fatto». «Non si tiene conto dell’appartenenza all’Europa - ha aggiunto Sabrina Morena (Sel) - e della presenza di comunità storiche. È stato inoltre eliminato il riferimento ai figli di richiedenti asilo e apolidi: che cosa sarà di loro?». Per Maria Teresa Bassa Poropat (Insieme per Trieste) «non ha senso la dicitura “bambini di cittadinanza non italiana”. Potrebbero parlare benissimo l’italiano. Spesso sono proprio i più piccoli a mediare tra insegnanti e famiglie».

Ha replicato Brandi, sostenuta da tutti i consiglieri di maggioranza: «I principi fondanti sono il minore visto come soggetto di diritto, il potenziamento del ruolo delle famiglie e il peso della religione cattolica. I requisiti di accesso sono la residenza a Trieste oppure, in casi speciali, la dimora. I punteggi tengono conto di fragilità, situazioni lavorative, carico familiare e continuità educativa. Sulle presenze straniere, l’amministrazione si adegua alla circolare ministeriale: si tratta di una misura inclusiva, senza continuità con l'operato di altri Comuni».

La commissione si riunisce di nuovo la prossima settimana, per interrogare i sindacati. Dopodiché la palla passa al Consiglio. —



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