Strada sempre chiusa ma sul monte Quarin il divieto è snobbato
Resta ancora chiuso a tempo indeterminato il tratto di strada panoramica del monte Quarin interessato, ormai più di un mese fa, dal crollo di un enorme masso sulla carreggiata. Tuttavia, c’è chi se ne frega altamente dei divieti: nei giorni scorsi sono stati tanti gli escursionisti, i pedoni e i ciclisti che hanno fatto orecchie da mercanti riguardo il cartello che impedisce l’accesso all’area per motivi di sicurezza, e hanno frequentato la zona a loro rischio e pericolo.
A monitorare la situazione resta sempre la Protezione civile cormonese, che in più di qualche caso ha dovuto richiamare qualche cittadino indisciplinato a rispettare i divieti: l’ultimo esempio sabato mattina quando, durante un sopralluogo svolto dal sindaco Roberto Felcaro proprio in presenza di alcuni volontari della Protezione civile locale, sono tranquillamente transitati due cicloturisti lungo il tratto chiuso al traffico, mentre una famigliola di quattro persone scendeva a piedi dalla vetta del Quarin nonostante l’interdizione piuttosto evidente.
L’area infatti è stata sì messa in sicurezza con delle reti di protezione, che fanno ora bella vista di sé sul versante roccioso dal quale è precipitata lo scorso 28 novembre una grossa pietra, ma è allo stesso tempo anche sotto osservazione delle autorità tecniche proprio per verificarne la piena stabilità. Prosegue proprio per questo il divieto a muoversi in quell’area: non è possibile transitare con alcun mezzo su quel tratto di carreggiata subito dietro la chiesa della Beata Vergine del Soccorso, così come è impedita la salita a piedi sull’area castellana del Quarin. Interdetto anche il passaggio sulla scalinata che dal piazzale del Quarin porta alla chiesa, sempre per motivi di sicurezza.
Insomma, i divieti sono chiari ed evidenti ma l’indisciplina che contraddistingue alcuni cittadini, purtroppo, anche. C’è infatti chi proprio non resiste alla bellezza della zona, soprattutto in queste soleggiate e radiose giornate invernali. Ma lo fa a proprio rischio e pericolo. L’area resterà ancora per alcuni giorni sotto osservazione: non è stato ancora stabilito quando sarà nuovamente liberalizzato il passaggio dei mezzi su quel tratto di strada panoramica, con il Quarin che dunque resta ancora diviso in due. —
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