Studio Archea escluso eccellente dal progetto del Museo del mare

Forse 17 era dal punto di vista scaramantico un numero troppo impegnativo per un impegno così importante al Magazzino 26. Così uno dei concorrenti ha deciso, di fatto, di non partecipare all’agone per il nuovo Museo del Mare: era stato invitato dal Comune, insieme a un altro pretendente, a completare la documentazione secondo la procedura del “soccorso istruttorio” del nuovo Museo del Mare. La documentazione però non è stata inoltrata e allora il candidato è risultato escluso. Un candidato di tutto rispetto e ben conosciuto dalla platea triestina: lo studio Archea, domiciliato in Lungarno Cellini a Firenze, cui si deve il rifacimento “premiato” dell’ex Magazzino Vini. In particolare, a occuparsi della riqualificazione, fu Marco Casamonti, che insegna nell’Università di Genova e che in passato è stato al centro di alcune inchieste giudiziarie dal G8 della Maddalena all'area Castello di Firenze.
La commissione, chiamata a esaminare i 16 progetti, è formata da due “comunali”, il presidente Enrico Cortese (dirigente dell’area Lavori pubblici e finanza di progetto) e l’architetto Beatrice Micovilovich (funzionaria dello stesso dipartimento) e da un esterno, il docente universitario Giovanni Fraziano, ex preside della Facoltà di Architettura dell’ateneo di Trieste. La giuria ristretta, presieduta da Cortese, è stata costituita a inizio giugno e si riunirà due volte alla settimana con l’obiettivo di consegnare il proprio verdetto entro un mese, praticamente la fine di luglio. L’architetto Fraziano, che ha fatto parte anche della Commissione per il monumento a Maria Teresa, riceverà un compenso pari a 12 mila euro per lo svolgimento dell’incarico. Il docente vanta diversi studi legati a Trieste: da Porto Lido (Parco del mare) al Porto vecchio per finire al sogno dell’ex gasometro da riconvertire in un planetario.
La realizzazione del Museo del mare è una delle più partite più importanti a livello progettuale in corso a Trieste: si tratta di un’opera da 33 milioni di euro che frutterà una parcella di 1,6 milioni. É la porzione più consistente della torta da 50 milioni offerta dal Mibac per il rilancio del Porto vecchio attraverso la relazione di “un grande attrattore culturale transfrontaliero”. Lo studio prescelto avrà a disposizione 8 mesi per così da presentare il progetto definitivo nella primavera del 2020, qualche mese prima di Esof. Tra i 16 soggetti che hanno presentato la loro “candidatura” per la progettazione del Museo del mare ci sono 10 studi italiani, 4 spagnoli, un olandese e un inglese: Artelia (Roma), Atelier (s) Alfonso Femia (Genova), Franco Stella (Vicenza), Gnosis Progetti (Napoli), IsolArchitetti (Torino), Mario Cucinella (Bologna), Obr (Milano), Vio-Fassina (Venezia), Tectoo (Sesto San Giovanni, Milano), W.E.I.’N Venice (Conegliano, Treviso), Ricardo Bofill (Barcellona), Gina Barcelona international (Barcellona), Cruz y Ortiz (Siviglia), Guillermo Vazquez Consuegra (Siviglia), lo studio Oma di Rem Koolhas (Rotterdam) e David Chipperfield (Londra). Gli ambasciatori locali di alcuni di questi studi sono Giovanni Damiani, Maurizio Bradaschia, Cervesi&Cervesi, Ermanno Simonati, Tazio Di Pretoro e Giulio Paladini, Erika Skabar, Dimitri Waltrisch, Cristiano Billia e Francesco Morena. —
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