Sushiko, dopo il sit-in i carabinieri indagano sui contratti di lavoro

Martedì hanno assistito all’inusuale iniziativa di protesta degli otto giovani pakistani, per poi sentire anche le ragioni della titolare cinese del ristorante. Ma dopo il clamoroso sit-in davanti al locale giapponese “Sushiko” di via Trieste, ovviamente il lavoro degli uomini dell’Arma prosegue. Sottotraccia, come sempre in questi casi, ma prosegue.
I carabinieri infatti stanno portando avanti la loro indagine per fare chiarezza sulla situazione dei lavoratori del ristorante, acquisendo delle testimonianze e ascoltando ciò che le parti in causa hanno da dire sulla vicenda, per capire se al di là del fatto contestato apertamente dai lavoratori protagonisti dello “sciopero” di martedì possano esserci o meno delle irregolarità nelle formule dei contratti dei dipendenti.
I carabinieri erano stati contattati martedì dagli stessi giovani pakistani, cuochi e camerieri che lavorano da mesi nel ristorante “Sushiko” di via Trieste, che lamentano il mancato rispetto dei loro diritti di dipendenti, e sostengono tra le altre cose di essere stati “invitati” a un periodo di ferie dalla proprietà. Una chiamata che ha portato gli uomini dell’Ispettorato del lavoro e della Compagnia di Gorizia a indagare. Da parte sua la titolare del ristorante giapponese Gianna Lin ha replicato fermamente alle accuse dei lavoratori pakistani spiegando che, al contrario, sarebbero stati loro a non presentarsi sul posto di lavoro, mettendo peraltro in difficoltà l’organizzazione del locale e costringendola a chiamare d’urgenza alcuni sostituti per poter garantire l’attività quotidiana. Ancora, Lin sostiene che gli stipendi (e la tredicesima) non ancora versati agli otto lavoratori pakistani saranno regolarmente saldati come sempre accaduto sino ad ora.
Insomma, sin qui il botta e risposta tra le due parti, mentre ora spetterà alle indagini dei carabinieri stabilire da che parte stia la verità. Intanto già martedì la singolare protesta dei cuochi e dei camerieri – schierati di fronte al ristorante con la divisa da lavoro e alcuni cartelli – ha suscitato non poca curiosità tra i clienti. Alcuni dei quali si sono avvicinati per chiedere spiegazioni. –
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