Teatro Rossetti, corsa a quattro

Per il dopo-Peroni spunta l’ex dirigente della Regione Abate. Il no di de Incontrera
Foto BRUNI TRieste 11 05 10 Mario Biondi in concerto al Rossetti
Foto BRUNI TRieste 11 05 10 Mario Biondi in concerto al Rossetti

Metti un posto in palio, e metti che quel ruolo per essere perfettamente coperto richieda un profilo raro, fatto di alta cultura e forte capacità manageriale, e la caccia all’uomo (e/o) donna) parte. Trieste, piccola e grande allo stesso tempo, sul momento sembra non esprimere niente e nessuno, un minuto dopo invece lascia emergere un candidato dopo l’altro, ma chi effettivamente sarà il nuovo presidente del Teatro Stabile Rossetti (nomina che di fatto spetta al Comune) il sindaco Roberto Cosolini ancora per qualche ora non lo dice. Solo pochi giorni fa si è dimesso il rettore Francesco Peroni, nominato assessore regionale al Bilancio, e l’uomo perfetto se ne è andato, facendo tornar presidente pro tempore il dimissionato Paris Lippi (espresso dal centrodestra), che era rientrato come “vice”.

Ma è bastata qualche ora, tuttavia, per mettere in circolo un buon gruppetto di candidati, il prescelto dovrà non solo garantire la qualità artistica della principale istituzione teatrale del Friuli Venezia Giulia, sulla quale presiede il direttore Antonio Calenda in carica fino al maggio 2014 (da 20 anni, cioé dal 1995), ma anche e con molta attenzione i bilanci, dopo gli ultimi due anni chiusi in rosso, e la tenuta del Consiglio di amministrazione.

È subito tornato in campo un nome prestigioso, quello del musicologo Carlo de Incontrera, già direttore artistico delle stagioni musicali di Monfalcone, del Mittelfest, del Giovanni da Udine. E per sè risponde egli stesso. Ma soprattutto si parla della candidatura di Giuliano Abate, ora in pensione, fino a due anni fa direttore centrale dell’assessorato alle Attività culturali della Regione, vicino al Pd e al neoassessore alla Cultura di Serracchiani, il triestino Gianni Torrenti, anche ex presidente del Miela. Poco noto al “pubblico”, ma molto noto a chi si occupa in concreto di cultura, Abate è considerato persona riservata, competente, seria e capace e contro questa ipotesi vigila solo chi preferirebbe un nome più di immediato spicco.

Torna in circolo la candidatura eventuale di Cristina Benussi, ex preside di Lettere e filosofia, già vicepresidente del Rossetti e attualmente consigliere di amministrazione. E poi c’è il nome nuovo, quello di Pier Aldo Rovatti, il brillante filosofo, scrittore ed editorialista da poco in pensione come docente universitario a Trieste. Tutto quest’arco di persone si muove negli spazi del centrosinistra, al passo con l’amministrazione Cosolini. Poiché è fuor di dubbio che quello di de Incontrera sarebbe un bel nome e anche un bel ritorno a Trieste dopo molte passate frizioni e moltissimo vagabondare (anche alla Normale di Pisa), il sondaggio diretto s’impone.

«Per quel ruolo - risponde de Incontrera - ci vuole una persona adatta, io sarei pronto a fare qualcosa per Trieste in questo periodo difficile, e fare come l’intendo io, in modo appassionato, con creatività, ma non sono esperto e non voglio sapere di leggi, di cose giuridiche. Sono un musicista. Una cosa è organizzare eventi, altra cosa è governare un Cda, entrare nella stanza dei bottoni. Proprio adesso ho lasciato tutti i miei incarichi per avere più libertà, meno pressioni, meno politica attorno. Vedrei altri in questo ruolo al Rossetti, capaci anche di contribuire al rilancio della Trieste “città di cultura”, ma sarei disponibilissimo a offrire la mia esperienza in modo diverso, sul fronte della sperimentazione, della creatività e dell’arte... Alla presidenza del Rossetti dovrebbe andare chi ha maturato già una propria esperienza di “governo” di qualche tipo».

E questo potrebbe già tradursi in un educatissimo “no, grazie”, salvo che le prossime ore non ribaltino ancora la mobile e affollata prospettiva.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Riproduzione riservata © Il Piccolo