Terex, Cimolai ha fretta: «Operativi entro un mese»

Il Gruppo Cimolai ha fretta di aprire lo stabilimento appena rilevato dalla Terex attraverso la IMC di San Giorgio di Nogaro: ci sono numerose commesse estere e italiane da soddisfare. «Nel giro di un mese lo stabilimento di Monfalcone sarà attivo - conferma Paola Cimolai consigliere e amministratore delegato - abbiamo delle urgenze dal punto di vista produttivo, siamo un po’ in ritardo e abbiamo fatto l’acquisto di quel sito produttivo per essere in grado di rispondere alle richieste del mercato».
Probabilmente da Monfalcone non partiranno i pezzi per le porte stagne di Panama o le strutture di Ground Zero «la costruzione di quelle strutture è già iniziata» spiega la stessa Cimolai che aggiunge «sicuramente nello stabilimento produrremo le strutture del Mose di Venezia e ci sono in programma altri lavori per un grande progetto su cui siamo ancora vincolati al silenzio».
La stessa Cimolai ha delineato con più chiarezza i contorni economici dell’operazione monfalconese che ha visto l’acquisizione dell’ex stabilimento Terex. L’investimento complessivo, conferma la stessa ad del Gruppo, è di circa 22 milioni, 13 per il sito e il resto per i macchinari dell’ex Terex. Anche il numero degli occupati è più alto di quello che circolava nelle indiscrezioni: non 100, ma 140 persone. Nessuna assicurazione sul riassorbimento degli ex dipendenti Terex anche se la stessa Cimolai ribadisce: «Chi ha professionalità verrà certamente assunto».
E dalle indiscrezioni invece sembra che il gruppo non limiti qui l’investimento, si parla per il futuro di un nuovo impegno per una cifra che potrebbe superare i 10-11 milioni di euro. Come San Giorgio di Nogaro a Monfalcone saranno realizzate lavorazioni meccaniche, ad alto contenuto tecnologico ed elevata precisione e componenti strutturali di grandi dimensioni. «Essendo dotata di una banchina a mare - conclude la Cimolai - potranno essere fabbricati pezzi grandissimi che poi saranno caricati su nave o chiatte per essere portati a destinazione».
Proprio domani a San Giorgio di Nogaro si assisterà alla partenza di un grandissimo pezzo di un ponte, lungo 120 metri. Lavorazioni che avverranno anche a Monfalcone che vedrà ancora più accentuato il ruolo di sito industriale di eccellenza per le costruzioni metalmeccaniche innovative e ad alto contenuto tecnnologico, sia sul fronte strutturale civile che quello nautico-navalmeccanico. Tra i tre big industriali metalmeccanici della zona, Fincantieri, Mangiarotti ed ora la IMC di Cimolai, con accanto l’altro big nel settore dell’automazione industriale e meccanica come Ansaldo sistemi industriali (lo conferma la stessa Cimolai) si svilupperanno sicuramente sinergie assai interessanti che potrebbero avere ulteriori ricadute occupazionali. Ed è quello su cui punta, e ha lavorato a lungo, lo stesso Consorzio per lo sviluppo industriale guidato ora da Enzo Lorenzon che ha accompagnato e caldeggiato l’entrata di un gruppo come la Cimolai per rilanciare e riaprire l’ex Terex-Comedil.
Un gruppo, la Cimolai, che complessivamente nel 2011 ha visto un valore della produzione di circa 280 milioni di euro. Le previsioni dello stesso valore per il 2012 è destinato a fare un balzo, verso i 420 milioni. Il gruppo pordenonese ha investito nel 2011 31 milioni di euro, l’attuale portafoglio ordini vale 800 milioni e i dipendenti del gruppo, attualmente, si attestano su 1200 persone. Un numero destinato a salire con Monfalcone, senza contare le ricadute positive per l’indotto.
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