Tesoretto Generali del Comune alla Fondazione “Dopo di noi”

Balletto sulle azioni Generali del Comune. Il pacchetto vale oltre un milione e 200 mila euro e frutta introiti per 50 mila euro l’anno: la giunta stava vagliando la possibilità di trasferirle alla costituenda fondazione “Durante e dopo di noi” per l’assistenza ai disabili. Complici le perplessità di diversi consiglieri, ora è orientata a dare all’ente benefico solo gli introiti, mantenendo la titolarità delle azioni.
Questa la vicenda, in estrema sintesi. Sta facendo il suo iter in commissione la delibera, presentata dall’assessore al Welfare Carlo Grilli, che istituirà la Fondazione. Quest’ultima, come annunciato in passato, è destinata a essere una «soluzione operativa di un percorso di innovazione del sistema dei servizi in favore delle persone con disabilità volto ad aumentare l’appropriatezza, la qualità e l’equità dei servizi residenziali, semiresidenziali e delle soluzioni abitative protette».
Inizialmente la delibera prevedeva il conferimento «in dotazione» delle azioni Generali alla Fondazione. Il pacchetto è stato lasciato al Comune nel 1964 dalla signora Matilde Morpurgo vedova Colonna di Stigliano. Il conferimento, rifletteva la delibera, «non solo contribuirà a costituire un idoneo capitale di dotazione ma potrà garantire alla Fondazione entrate correnti derivanti dalla distribuzione dei dividendi in grado di coprire parte delle spese di funzionamento del nuovo ente».
Il consigliere della Lega Everest Bertoli lancia l’allarme di fronte a una simile evenienza: «La Fondazione è un’iniziativa importante e lodevole. Però non possiamo immaginare che si basi sul trasferimento delle azioni Generali. Per quanto sia una partecipazione minoritaria, ammonta pur sempre a un milione 270 mila euro. Hanno poi un valore simbolico e storico per il capoluogo della regione, nonché città in cui le Generali sono nate. Mantenere quelle azioni all’interno del patrimonio è un dovere morale per la giunta. Chiedo all’assessore di riformulare la delibera, un’idea potrebbe essere lasciare le azioni al Comune e dare i dividendi annuali alla Fondazione».
L’assessore Grilli risponde assicurando che la via suggerita da Bertoli è proprio quella che l’amministrazione aveva già deciso di intraprendere. «La decisione di trasferire il pacchetto alla Fondazione derivava dal recepimento di una delibera consigliare del 2018. Ulteriori approfondimenti, però, ci hanno fatto riconsiderare l’ipotesi». L’idea originaria, infatti, era di “consegnare” le azioni all’ente, con la clausola che in caso di chiusura della Fondazione, queste sarebbero tornate al Comune. «È emerso invece che non è possibile. Se la Fondazione dovesse chiudere i battenti, le azioni dovrebbero passare a un altro ente no profit e non potrebbero passare al Comune. Ciò non è auspicabile. Allora piuttosto che emendare la delibera, ho preferito bloccarla e rimetterci mano. Con tutta probabilità la soluzione sarà di dare alla Fondazione i 50 mila euro che le azioni fruttano ogni anno. I consiglieri possono stare tranquilli», conclude Grilli. Il testo è atteso per un nuovo passaggio in giunta proprio oggi. –
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