Tolta la pubblicità abusiva dai cartelloni del Novecento Multa a Stasi e polemiche

Bumbaca Gorizia 19_06_2019 tabellone Isonzo Soca ai giardini pubblici con pubblicità oscurata © Fotografia di Pierluigi Bumbaca
Bumbaca Gorizia 19_06_2019 tabellone Isonzo Soca ai giardini pubblici con pubblicità oscurata © Fotografia di Pierluigi Bumbaca

I pannelli della discordia continuano a far discutere in città. Ma, intanto, non riportano più le pubblicità “abusive”. Parliamo ovviamente dei pannelli storico-turistici installati da Isonzo-Soča ai Giardini pubblici di corso Verdi e in piazza Vittoria: il direttore della rivista Dario Stasi fa sapere che sono già stati oscurati gli annunci pubblicitari relativi a trattorie e attività commerciali al di qua e al di là del confine, che si trovavano nella parta bassa dei pannelli e che avevano indotto gli uffici del Comune ad elevare una contravvenzione allo stesso Stasi.

Non arriveranno dunque, a meno di sorprese, altre penalità, ma la questione pare tutt’altro che chiusa. A sollevarla per primo fu, nell’aula del Consiglio comunale, il capogruppo di Fratelli d’Italia Sergio Cosma, che fece una denuncia ai vigili urbani e alla Soprintendenza per le tante violazioni legate alle installazioni (in particolare occupazione del suolo pubblico e inesattezze storiche nei contenuti) e chiese le dimissioni dell’assessore alla Cultura Fabrizio Oreti, per il mancato controllo sull’iniziativa di Isonzo-Soca.

Ma contro la rivista e il suo direttore Dario Stasi – che oggi con una conferenza stampa farà il punto sul presente e sul futuro dei pannelli, dopo gli ultimi sviluppi – si scagliò anche la Lega nazionale, che li definì «un’offesa alla storia di Gorizia italiana», seguita ora da una dura iniziativa da parte di CasaPound Italia Gorizia. «I cartelloni presenti in piazza Vittoria e ai Giardini pubblici non raccontano la storia di Gorizia, ma una parte di essa rielaborata in chiave filo-jugoslava e politicamente tendente all’ideologia di sinistra – si legge nella nota diffusa dal responsabile provinciale Gabriel Porta –: per questo motivo abbiamo deciso di coprirli simbolicamente». CasaPound elenca tutta una serie di episodi storici non raccontati dalla ricostruzione di Isonzo– Soca (dall’ingresso a Gorizia di Aurelio Baruzzi all’intervento della X Mas a Tarnova, fino alle vicende di Enrico Toti e Carlo Michelstaedter, e al valore simbolico del “fiume Isonzo sacro alla Patria”), e conclude: «Un lavoro come questo può essere avallato da un circolo comunista, non da un’istituzione come il Comune, e dal suo assessore alla cultura, che dovrebbero pretendere un’obiettività storica per le proprie installazioni». —

M. B.

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