Torna Riccardo Illy: nominato in Commissione paritetica

La scelta dell’ex governatore è dell’esecutivo Letta. Fa parte di una squadra di giuristi e di politici di lungo corso. Serracchiani: «L’uomo giusto al posto giusto»

Riccardo Illy, stavolta, torna davvero. L’ex presidente della Regione è stato indicato tra i componenti della Commissione paritetica nominata ieri dal ministro per gli Affari regionali e le Autonomie Graziano Delrio e, con ogni probabilità, sarà proprio lui a presiedere l’organismo che gestisce i rapporti centro-periferia sulle questioni statutarie. «La persona giusta al posto giusto» commenta, prima di tutti, Debora Serracchiani. La ricomposizione della Commissione era attesa prima di fine anno. Ed è arrivata ieri con la comunicazione dei tre nomi indicati dal governo. Oltre a Illy, ne faranno parte l’avvocato cassazionista di Udine Elena D’Orlando e il docente di diritto amministrativo all’Università di Bologna Luciano Vandelli, uno dei 35 saggi nominati dal premier Enrico Letta nella commissione per le riforme.
Illy, D’Orlando e Vandelli si aggiungono ai tre regionali che hanno avuto a fine ottobre il definitivo via libera della giunta per le nomine del Consiglio Fvg: Leopoldo Coen, professore associato di diritto amministrativo dell'Università di Udine, già membro della Commissione uscente, l’ex capogruppo del Pdl Daniele Galasso e l’ex parlamentare del Pd Ivano Strizzolo. La nomina del presidente della Paritetica – che dovrebbe arrivare entro l’anno – spetta al ministro Delrio, chiamato a trovare un’intesa con la presidenza della Regione. Difficile immaginare un’alternativa a Illy in quel ruolo, soprattutto dopo che già nelle scorse settimane era parso evidente che Serracchiani mirasse proprio a questa soluzione,
inizialmente evaporata per una fuga di notizie interna al Pd che ha creato non poco attrito tra presidente della Regione e partito di maggioranza. Le anticipazione di stampa prima che il suo nome emergesse tra quelli espressi dal Consiglio da parte del centrosinistra (virato poi su Coen) avevano infatti spinto l’ex governatore a comunicare a Serracchiani la sua rinuncia. La “tentazione”, tuttavia, non è mai tramontata. Cristiano Shaurli, capogruppo del Pd, aveva lasciato la porta aperta: «Pur non essendosi determinate le condizioni per la definizione di una candidatura, guardiamo con rispetto alla figura di Illy e lo consideriamo una risorsa per la comunità regionale». E ieri, frutto di una trattativa che non si è mai chiusa sull’asse Roma-Trieste, ecco che è arrivata la chiamata ufficiale.
Dal giorno della sconfitta e dell’addio alla politica, nell’aprile del 2008, il nome di Illy è stato ripetutamente avvicinato a ipotesi di nuovi incarichi. Pure recentemente si era parlato della presidenza di Friulia ma, ancora una volta, non se n’è fatto niente. Ora, dopo anni di “al lupo al lupo”, l’ex presidente del Friuli Venezia Giulia è di nuovo in pista. Con una carica più istituzionale che politica, ma che testimonia la sua voglia di dare ancora un contributo pubblico.
Serracchiani si dice convinta che Illy «darà alla Commissione paritetica un importante contributo di concretezza ed equilibrio». E ancora: «Il profilo rigorosamente istituzionale e la visione autenticamente federalista fanno di Illy realmente la persona giusta al posto giusto. Abbiamo bisogno di ridare autorevolezza a un organo cui è demandata l'attuazione del nostro Statuto di autonomia, e ne abbiamo particolare bisogno in questo momento, nel quale la situazione emergenziale potrebbe indurre i poteri centrali dello Stato a minimizzare ruolo e perimetro della specialità regionale». Nell’attesa dell’ultimo passaggio, l’insediamento e la nomina del presidente della Paritetica, si spengono definitivamente le voci di una possibile “ricompensa” di Serracchiani verso qualche inatteso supporter in campagna elettorale, in primis Ferruccio Saro. Niente da fare. Serracchiani ha fatto, ancora una volta, di testa sua. Proprio come Illy.
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