Trascorre 5 ore con la salma della compagna di stanza

Il medico del Pronto soccorso impegnato con le urgenze è arrivato alle 4.30 per la dichiarazione di morte. Il marito: «Si rispettano i morti ma anche i vivi»
Bonaventura Monfalcone-22.08.2018 Conferenza stampa e Pronto soccorso-Monfalcone-foto di Katia Bonaventura
Bonaventura Monfalcone-22.08.2018 Conferenza stampa e Pronto soccorso-Monfalcone-foto di Katia Bonaventura



Ci sono volute cinque ore prima che la paziente fosse dichiarata deceduta e trasferita all’obitorio. Cinque ore che la compagna di stanza ha trascorso insonne, pur evidentemente separata dal pannello medicale divisorio. È accaduto l’altro ieri, al Servizio di Medicina dell’ospedale San Polo. Niente di irregolare sotto il profilo delle procedure sanitarie, ottemperate come da prassi. Prevedono l’obbligo della constatazione del decesso da parte del medico, prima di poter richiedere l’intervento dei necrofori per il trasferimento all’obitorio.

La paziente si aspettava che il corpo della povera anziana venisse portato via il prima possibile per non turbarla nel suo stato di malattia, o comunque fosse mantenuta in un locale più consono in attesa del riscontro medico ufficiale del decesso.

Tra un passaggio e l’altro, considerando peraltro anche l’arrivo, per quanto possibile, dei familiari che vengono avvisati del decesso del proprio congiunto, la procedura richiede un paio di ore prima che il feretro possa venire custodito all’obitorio.

Ma a “scandire” il tempo, l’altra notte, è stata la priorità di provvedere alle emergenze sanitarie. Quelle nelle quali è stato impegnato il medico di turno del Pronto soccorso, al quale spettava il riconoscimento del decesso, in assenza ormai del medico di guardia notturna.

A rendere ulteriormente difficile la situazione c’è peraltro anche il fatto che il reparto di Medicina, considerato l’alto tasso di degenza, non ha effettivamente spazi alternativi di cui disporre.

Sta di fatto che sono trascorse cinque ore prima che la salma lasciasse il San Polo.

La donna era deceduta poco dopo le 23.30. L’infermiere in turno al reparto di Medicina ha quindi provveduto ad avvisare i congiunti e il medico del Pronto soccorso ai fini della dichiarazione ufficiale di morte, a fronte della relativa registrazione dell’elettrocardiogramma. Nel frattempo è stato allungato il paravento tra i due letti.

I familiari arrivati al San Polo sono rimasti a fianco dell’anziana, presumibilmente in attesa dell’arrivo del medico, hanno comunque lasciato l’ospedale. Il professionista dell’emergenza è salito in Medicina verso le 4.30, ha proceduto alla constatazione di morte e quindi ha chiamato l’obitorio per il trasferimento della salma.

È chiaro che, come ha osservato il primario del Servizio, Alessandro Cosenzi, se la nottata non registra urgenze sanitarie, il riconoscimento di morte è rapido, il tempo di eseguire le dovute procedure. Ma l’altra notte evidentemente al Pronto soccorso la situazione non è stata così lineare, avulsa da priorità sanitarie.

Per la paziente che ha trascorso quelle cinque ore con la compagna di stanza defunta non è stata un’esperienza facile, per quanto naturale sia la morte. Francesco Visintin, già presidente dell’Associazione per Panzano, ha voluto raccontare quanto accaduto alla consorte, dicendosi «colpito» da una circostanza tanto delicata quanto particolare: «Mia moglie non ha dormito la notte, ed è comunque malata. Certo non siamo di fronte a un dramma, tuttavia mi chiedo se non vi siano soluzioni diverse per gestire queste situazioni. Ritengo che si debba il massimo rispetto per i morti, ma anche per i vivi».—



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