Trasporto ferroviario delle barre d’acciaio Il Pd: tagliate le risorse

Il consigliere regionale Moretti: eliminati 600 mila euro L’assessore Pizzimenti: il servizio è coperto per il 2018 





«Dopo anni di sofferenza viabilistica del territorio, preoccupa l’eliminazione delle risorse, 600 mila euro, per finanziare il trasporto delle bramme su rotaia. E quindi diventa concreta la preoccupazione per una nuova, possibile, invasione di tir sulle nostre strade». A sferrare un duro attacco alla giunta regionale è il consigliere regionale del Pd, Diego Moretti, commentando l’emendamento «con la quale la giunta ha tolto le risorse destinate al trasporto ferroviario delle bramme».

Non si fa attendere la replica dell’assessore alle Infrastrutture, Graziano Pizzimenti, che sottolinea come il problema non esista, «il milione messo a disposizione della precedente giunta regionale per l’abbattimento dei costi di trasporto delle bramme dal porto di Monfalcone ai laminatoi di San Giorgio di Nogaro, ndr.) era stato destinato a questo scopo se si fosse andati a regime. Per quest’anno– spiega– il servizio è coperto per cui i 600 mila euro andavano in economia, cioè non spesi, per cui sono stati spostati in un capitolo diverso a sostegno di alcune emergenze. Con la finanziaria 2019 la posta verrà inserita, prima però verrà redatto un piano al fine di destinare risorse certe da utilizzare e non in approssimazione».

Ma Moretti insiste e chiama anche in causa il sindaco di Monfalcone, Anna Cisint (di area leghista), e afferma che «tra le pieghe dell’assestamento di bilancio preoccupa l’emendamento della giunta che crea una situazione di incertezza togliendo una cifra di 600 mila euro. La questione riguarda concretamente la sicurezza e nella passata legislatura l’impegno dell’amministrazione ha prodotto dei risultati concreti– ribadisce-, trasferendo il traffico dalla gomma alla rotaia. Cosa farà adesso il sindaco di Monfalcone, che in passato aveva minacciato di scendere in strada con la fascia contro l’invasione di tir? ». A tal proposito la Cisint ha tolto le autorizzazioni al passaggio dei mezzi pesanti in centro. Il 19 luglio aveva preso il via il progetto sperimentale per il trasporto ferroviario delle bramme dallo scalo monfalconese ai quattro laminatoi dell’Aussa Corno (Evraz Palini e Bertoli, Marcegaglia, Metinvest Trametal e Officine Tecnosider) che trasformano complessivamente 1, 5 milioni di tonnellate di semilavorati l’anno. –





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