«Trattative in corso» Ma il dispensario resta un’incognita

i nuovi contatti tra la giunta marzi e la proprietà  
Lasorte Trieste 13/01/12 - Muggia, Ex Dispensario Antitubercolare
Lasorte Trieste 13/01/12 - Muggia, Ex Dispensario Antitubercolare

MUGGIA. «La proprietà ha preso contatti con l’amministrazione comunale per valutare eventuali diverse destinazioni dell’immobile, tuttavia al momento non sono stati presentati nuovi progetti». Persiste un futuro grigio per l’ex dispensario antitubercolare di Muggia.

L’edificio di via Mazzarei è stato al centro di un’interrogazione portata in Consiglio dalla capogruppo di Meio Muja Roberta Tarlao, che ha messo sotto la lente la necessità di una verifica sullo stato igienico-sanitario della struttura e contemporaneamente ne ha chiesto quali fossero i piani futuri.

«Non risultano essere pervenute segnalazioni in merito alla presenza di ratti». Così l’assessore Stefano Decolle nella sua risposta all’interrogazione: «Nel corso degli anni a volte sono state segnalate delle ramaglie, sbordanti dalla proprietà, ma il più delle volte tali segnalazioni si sono rivelate infondate. Solo in un caso, nel 2011, è stato necessario sollecitare i nuovi proprietari a provvedere allo sfalcio e da allora periodicamente i medesimi si adoperano in tal senso. L’edificio, inoltre, risultato recintato e chiuso».

Il dispensario, operativo sino ai primi anni del 2000, era stato realizzato dalla Fondazione Petitti di Roreto per accogliere le strutture curative della tubercolosi. Poi fu donato all’Azienda sanitaria e alla fine acquistato dalla Regione nel 2004. La cessione era stata poi curata dalla Gestione immobili Fvg. I tentativi di vendita andati a vuoto si susseguirono finché fu deciso di passare alla vendita in “lotto aggregato” con alcuni immobili in Friuli. Il prezzo di vendita dell’intero blocco, nel 2007, fu di poco più di 467 mila euro. L’allora sindaco Nerio Nesladek si dichiarò fiducioso sul riutilizzo dell’edificio. «Sono pronto a dialogare con la proprietà».

Decolle in aula ha fatto chiarezza sul futuro della struttura. «Nel luglio del 2010 era stato rilasciato il permesso di costruire a Marco Zampa, un permesso ritirato l’anno dopo. Successivamente non sono stati avviati i lavori e pertanto quegli atti abitativi risultano scaduti».—

Ri.To.

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