Tredicimila visitatori all’Ictp per la fiera dell’ingegno

Un’edizione 2019 da record questa del Trieste Mini Maker Faire, giunta alla sesta edizione grazie alla collaborazione tra Ictp e Comune di Trieste, con il patrocinio e il finanziamento della Regione, il patrocinio dell’ateneo triestino e con Esof 2020. Alla fine gli stand aperti sono stati 98 - tre le defezioni all’ultimo minuto per varie cause -, che hanno messo in vetrina più di mille tra progetti, invenzioni e prototipi, presentati con passione e competenza da giovani e meno giovani “Leonardo”.
Ben 320 alla fine i makers presenti, che, come sottolineato da Carlo Fonda, responsabile dello SciFabLab dell’Ictp, «hanno rappresentato per Trieste una concentrazione senza precedenti di ingegno, creatività e idee».
A conferma di un’edizione scoppiettante arrivano anche i dati relativi all’affluenza di pubblico, «stimato – come sottolineato da Fonda – attraverso il rilevamento totalmente anonimizzato degli ID unici dei device wireless, ovviamente do-it-yourself e opensource» in oltre 13 mila presenza spalmate su un totale di 16 ore.
Tutta la manifestazione è stata trasmessa in streaming video live su YouTube, con audio e video dal palco in broadcast su maxi-schermi distribuiti sugli oltre 10mila metri quadri del campus ICTP di Miramare. Quasi cento i seminari dal palco, che hanno spaziato su tutti campi della tecnologia, scienza, creatività e arte, e 56 workshop gratuiti per bambini e ragazzi. A conferma della caratura internazionale della maker faire triestina tanti i premi assegnati quest’anno a inventori d’oltre confine: il premio “Lady Maker 2019” offerto dal Soroptimist Club Trieste, è stato assegnato alla croata Kristina Škaler della Mechanical techical school Faust Vrancic, lo “Young Maker 2019” offerto dalla Fondazione Pietro Pittini, è andato alla spagnola Ángela Pozo Mateos, del progetto Escornabot and EchidnaShield. Così come “all’estero” è andato anche il primo premio “Trieste Mini Maker Faire 2019” offerto dal Team ICTP SciFabLab, vinto dallo sloveno Erïk Kokalj, del progetto Open Thermal Camera. Ora non resta che aspettare che quel “mini” scompaia per l’edizione 2020, quella di Esof. –
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