Tribunale, l’avviso di Trotta: la magistratura esige rispetto

«L’istituzione deve rispetto a tutti ma esige anche rispetto».
Lo ha detto ieri mattina il nuovo presidente del Tribunale Matteo Trotta rispondendo indirettamente a una domanda di commento delle note e vibranti proteste del 17 luglio scorso da parte di un’ottantina di simpatizzanti del movimento Trieste libera in Tribunale durante l'udienza presieduta dal giudice Massimo Tomassini, comportamento contro cui l’indomani si era scagliato verbalmente il presidente della sezione penale del Tribunale Filippo Gulotta e divenuto poi oggetto di attenzioni e accertamenti (con la richiesta dell'elenco degli iscritti e dello statuto del movimento) da parte della Procura di Trieste - con il pm Federico Frezza - e della Digos.
Oltre il nuovo presidente del Tribunale non è voluto andare. Ma il messaggio, seppur di poche parole, come è nel suo stile, è chiaro. Innanzitutto il rispetto da parte dell’istituzione ma anche da parte degli aderenti al movimento che fa riferimento a Roberto Giurastante, l'ambientalista diventato il leader di Tlt. E che per domenica ha in programma una manifestazione in corso Italia.
Per il nuovo presidente del Tribunale si tratta di un ritorno a Trieste. Infatti fino al 28 ottobre del 2005 è stato il procuratore capo del Tribunale del minori.
«Uno dei problemi più importanti - ha ricordato ieri in una breve conversazione - è stato quello dei clandestini minori non accompagnati, i ragazzi stranieri tra i 14 e i 18 anni».
Matteo Trotta arriva da Gorizia dove ha retto l’ufficio del Tribunale per quasi 13 anni e negli ultimi tempi ha gestito (presidente il collegio) il maxiprocesso sull’amianto. Una situazione tale che lo costringerà a tornare nuovamente a Gorizia per completare le udienze «dopo la pronuncia della Cassazione sulla competenza territoriale».
Sessantatre anni, tarantino di nascita, Trotta è arrivato nella nostra regione nel 1973, assegnato alla Pretura di Gorizia. Dopo altri incarichi svolti al Tribunale di Brindisi prima e alla Pretura di Vicenza poi, Trotta era tornato nel capoluogo isontino nel settembre 1979 quale giudice istruttore per passare poi, nel 1985, alla Procura della Repubblica, dove è stato sostituto per nove anni, fino al 1994.
In quell’anno è passato su sua richiesta, a Trieste come sostituto procuratore generale alla Corte d'appello prima di approdare alla Procura del Tribunale dei minori. Negli anni passati alla Procura della Repubblica di Gorizia, Trotta si era distinto per l'attenzione posta nel condurre una serie di inchieste sulla cosiddetta «tangentopoli» isontina,
Ma non solo: tutti i casi più scottanti di quegli anni a Gorizia sono stati trattati da lui prima come giudice istruttore, poi come sostituto procuratore.
È descritto come riservato e particolarmente preciso e attento all’organizzazione del lavoro. «Comincerò nei prossimi giorni a leggere i provvedimenti dei giudici e mi incontrerò con il personale. - ha annunciato - Questo per capire fino in fondo i meccanismi di una struttura giudiziaria, come quella di Trieste, che di per sè è già particolarmente efficiente. Cercherò per quanto possibile di migliorare questo standard già alto del Tribunale di Trieste».
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