Trieste conquista anche il “The Wall Street Journal"

Nel reportage di viaggio la città viene definita "bella e inquietante". Nella descrizione, gli immancabili caffè storici e le citazioni di Svevo e Joyce
La pagina on line del Wsj con l'articolo su Trieste
La pagina on line del Wsj con l'articolo su Trieste

TRIESTE Bella e inquietante. Trieste approda alla ribalta della “Bibbia" della finanza internazionale. A celebrarla, stavolta, è il mitico “The Wall Street Journal" nell’edizione online.

Un reportage di viaggio di Tara Isabella Burton racconta la città di Svevo e Joyce nelle sue mille sfacettature: dal Caffè Stella Polare al San Marco, dal carpaccio di tonno agli Specchi di piazza Unità alla "porzina cheap” del buffet “Da Pepi”. Uno stufato dai sapori forti con molti ingredienti, un luogo letterario languido come nessun altro. “A Trip to Trieste: Italy Most Beautifully Haunting City” è il titolo del servizio.

Qui sotto, il tweet del Consolato americano di Milano che informa dell'uscita dell'articolo.

L’inviata Tara Isabella Burton racconta come la città sia stata fonte di ispirazione letterare per tanti autori «come Italo Svevo, che qui ha scritto il suo romanzo più importante “La coscienza di Zeno. Rainer Maria Rilke con le sue “Elegie duinesi”, ma anche, e soprattutto, di James Joyce che qui ha scritto “Ritratto di un artista da giovane” e “Gente di Dublino”».

Non manca un accenno alla sua travagliata storia, compresa la parentesi del Territorio libero di Trieste, con l'originale interpretazione dell'autrice: «Molti dei 200mila triestini, come ho appreso, non si considerano veramente italiani. Appartengono a Trieste e a Trieste solo».

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