Trieste festeggia il suo Patrono, il vescovo: «San Giusto era un cittadino che si prendeva cura degli altri, imitiamolo»

Le celebrazioni in cattedrale con monsignor Enrico Trevisi. In piazza Unità anche le cerimonie commemorative del 106° anniversario della redenzione di Trieste all’Italia

Il vescovo Trevisi a san Giusto (Bruni)
Il vescovo Trevisi a san Giusto (Bruni)

Trieste ha festeggiato oggi il suo Patrono, San Giusto, e il 106° anniversario della redenzione all’Italia e dello sbarco dei bersaglieri.

A dare il via alle danze, stamattina alle 10, è stato l’alzabandiera in piazza Unità: sono stati resi gli onori da un picchetto in armi del Secondo Reggimento Piemonte Cavalleria.

Le celebrazioni in cattedrale

A seguire c’è stata la celebrazione religiosa, alle 10.30, in Cattedrale dove si è tenuto il solenne pontificale, presieduto dall’arcivescovo monsignor Enrico Trevisi, al quale era presente anche il sindaco, Roberto Dipiazza. Ecco un estratto dell’omelia del vescovo:

Le celebrazioni con l'arcivescovo Trevisi (Foto Bruni)
Le celebrazioni con l'arcivescovo Trevisi (Foto Bruni)

Guardiamo a San Giusto: che interceda per la nostra città e la nostra diocesi. Per le famiglie, per i giovani, per chi sta male.
 

San Giusto lo penso come

un cittadino,

un credente,

un martire,

Sono i tre passaggi che vorrei richiamare a tutti voi.

San Giusto è un cittadino. Dal 3 al 7 luglio abbiamo vissuto la settimana sociale dei cattolici in Italia, iniziata con l’intervento del Presidente Mattarella e culminata con la S. Messa presieduta da papa Francesco. La città è stata animata da tanti eventi: dai villaggi delle buone pratiche e alle piazze della democrazia. Mi piace pensare a San Giusto come a un cittadino che non ha fatto mancare il suo apporto per costruire la città.

La tradizione ce lo presenta come un uomo conosciuto per le sue opere e le sue elemosine. La fede non si riduce a un sentimento ma è vita che si esprime in tutte le dimensioni, e dunque anche nelle opere e pure nella carità verso i poveri. Nella settimana sociale siamo stati sollecitati a prenderci cura della città, a partecipare attivamente e nelle forme più svariate e in tutte le direzioni. Il papa ha parlato della crisi della democrazia come di un cuore ferito, infartuato.

E ha aggiunto: “Ogni volta che qualcuno è emarginato, tutto il corpo sociale soffre. La cultura dello scarto disegna una città dove non c’è posto per i poveri, i nascituri, le persone fragili, i malati, i bambini, le donne, i giovani, i vecchi. Questo è la cultura dello scarto. Il potere diventa autoreferenziale –è una malattia brutta questa –, incapace di ascolto e di servizio alle persone”. Mi piace pensare a San Giusto come a un cittadino che si è dato da fare con le opere e con la carità. Non viene ricordato come uno che si distingueva per le polemiche ma come uno che viveva facendo del bene, prendendosi cura dei poveri.

Talvolta, è così in tutto il mondo e anche a Trieste,si rischia di scivolare in riletture dove tutto è polemica e scontro. Dove fatichiamo a convertirci ad uno stile di confronto sereno e aperto, a un dialogo delle buone pratiche che non devono essere interpretate contro.

Il programma 

Molti, come detto, gli eventi in programma anche per  le cerimonie commemorative del 106° anniversario della redenzione di Trieste all’Italia e dello sbarco dei bersaglieri.


Nel pomeriggio, alle 16 si è tenuta la partenza della Staffetta Tricolore, formata da atleti dell'ASD Gruppo Sportivo San Giacomo, dalla Cattedrale di San Giusto lungo il percorso via di San Giusto - via San Michele - via Felice Venezian fino all'incrocio con via di Cavana - tratto pedonale di via di Cavana e via S. Sebastiano - via Punta del Forno - via del Teatro Romano - via Muda Vecchia - portici del Municipio con arrivo in piazza Unità d'Italia.

Il tricolore in piazza Unità
Il tricolore in piazza Unità

Alle ore 16.30 al monumento al Bersagliere, alla scala reale, davanti a piazza Unità d’Italia, si è tenuta la cerimonia di deposizione delle corone d’alloro con gli onori ai caduti.

A seguire alle 17 l’ammainabandiera solenne in piazza Unità d'Italia alla presenza del Gonfalone della Città di Trieste e delle rappresentative delle Associazioni combattentistiche e d'Arma, nonché delle principali autorità cittadine, gli onori sono stati resi dall'undicesimo Rgt Bersaglieri di Orcenigo.

Traffico deviato, sventolio di tricolori in una piazza Unità d'Italia affollata di cittadini, labari, rappresentanze di associazioni combattentistiche e d'arma e mentre suonano varie marce hanno accompagnato la cerimonia.

Riproduzione riservata © Il Piccolo