Trieste: il Natale sub tra messa e auguri

Sono stati centinaia i triestini che non hanno voluto mancare al rito del “Natale Sub”, il tradizionale appuntamento con la messa subacquea di Santo Stefano, giunto all’edizione numero 36 e organizzato come sempre dalla società sportiva Sub Sea Club Trieste all’altezza della Scala Reale. Tutti assiepati nel tratto delle Rive di fronte a Piazza Unità e lungo il Molo Audace per non perdere nemmeno un minuto della suggestiva cerimonia.
Dopo la funzione celebrata in banchina da don Alessandro Amodeo, cappellano del Porto, che da un paio d’anni ha raccolto l’eredità di don Giuseppe Dreossi prima e di Monsignor Luciano Giudici poli, è stato lo stesso sacerdote a togliersi l’abito talare e ad indossare la muta, aiutato nell’operazione dal sindaco di Trieste Roberto Cosolini, spettatore d’eccezione dell’evento. Don Amodeo, un brevetto da sub e tanta passione per le immersioni, tanto da essersi minuziosamente preparato nelle scorse settimane per questo appuntamento, è poi entrato nella campana in plexiglass, posizionata a circa tre metri di profondità, sotto lo sguardo attento di una sessantina di sub sistemati a semicerchio, non prima di aver ricevuto la pergamena contenente l’omelia scritta per l’occasione dall’arcivescovo di Trieste Monsignor Giampaolo Crepaldi, mentre gli idranti dei rimorchiatori della Trip Mare andavano a disegnare una suggestiva coreografia d’acqua.
Una pergamena che, in precedenza, una ventina di corridori, a rappresentare la Maratona d’Europa della Nuova Bavisela, aveva simbolicamente traghettato fino alle Rive partendo dalla Cattedrale di San Giusto. L’elaborato è stato poi consegnato nelle mani di don Amodeo dai cani salvamento delle quattro unità cinofile del distretto laguna est del Comune di Grado in forza alla Direzione Regionale della Protezione Civile. Un piccolo guasto tecnico all’impianto audio ha impedito che l’omelia venisse irradiata dal mare direttamente in superficie attraverso lo schermo allestito a terra. Ci ha pensato allora il presidente del Sea Club Francesco Tominich a leggere al pubblico presente le parole del Vescovo, che ha voluto soffermarsi sull’importanza «di affidarsi all’amore di Dio in momenti di grave crisi economica, dove le famiglie triestine sono costrette a vivere nell’angoscia a causa della mancanza di lavoro e della scarsità di risorse».
Alla fine scambio di auguri e brindisi con vin brulè e panettone, offerti dalla sezione triestina degli Alpini. «Si tratta di un momento di grande significato sia religioso ma anche laico - ha affermato Francesco Tominich, presidente del Sub Sea Club Trieste - dove si ritrovano le persone che amano e che lavorano per il mare, ma dove si viene a creare anche un’ideale condivisione tra la Chiesa, il mare, la montagna e la città stessa».
Pierpaolo Pitich
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