Trieste incontra i suoi atleti olimpionici Due cerimonie e una festa in piazza Unità

Il 20 settembre appuntamento in Municipio, il 6 ottobre gli atleti della regione in piazza Oberdan
Sabato 20 settembre in municipio e in piazza Unità. Lunedì 6 ottobre nella sede del Consiglio regionale di piazza Oberdan. Dopo gli auspici, le promesse e le schermaglie, anche sulla sede da scegliere, arrivano le date ufficiali delle cerimonie dedicate agli atleti della provincia e della regione di ritorno dalle Olimpiadi di Pechino 2008. Trieste quindi raddoppia e rende omaggio ai protagonisti dello scenario sportivo più ambito al mondo.


Due appuntamenti, due diverse organizzazioni, stesse finalità. Il 20 settembre la festa sarà riservata agli atleti e tecnici - una ricca rappresentanza di 21 triestini in tutto - attesi per una festa concepita in due tornate e promossa dal Coni provinciale di Stelio Borri e dal Comune, in collaborazione con gli Azzurri d'Italia. Si inizierà alle 11 in Consiglio comunale: dopo il saluto agli atleti, la consegna dei primi riconoscimenti e la proiezione di un breve filmato sugli azzurri triestini a Pechino. In cartellone poi una coda informale - anzi dai toni popolari - affidata alla regia e conduzione dello show-man Andro Merkù. La parte alla quale è invitata in particolare la cittadinanza non trova spazio in alcun teatro (come il Verdi, secondo l’idea lanciata invece dall’assessore comunale Franco Bandelli) ma nel cuore di piazza Unità, corredata dai siparietti di Merkù uniti al rinnovo dei saluti agli atleti e al brindisi finale.


«Nulla di nuovo se vogliamo, eccetto la sede - è il commento del vicesindaco Paris Lippi - anche quattro anni fa, dopo Atene, riservammo una degna accoglienza ai nostri atleti, allestendola però al ridotto del Museo Revoltella. Quest'anno abbiamo optato per la sala del Consiglio, mantenendo i buoni rapporti con il Coni e soprattutto ribadendo i segnali di solidarietà alla nostra rappresentanza sportiva.


Il Comune omaggia i suoi atleti, la Regione fa altrettanto con l'intera squadra. A questo punto della stagione - aggiunge Lippi - considerando l'apertura delle scuole e senza un palco eretto in piazza Unità, spero solo ci sia un degno abbraccio della popolazione. L'incognita è questa ma siamo fiduciosi. Del resto, allestire un palco per una singola manifestazione, per quanto importante (il palco di Serestate era stagionale, ndr), avrebbe comportato per il Comune costi troppo alti».


Lunedì 6 ottobre, la replica. L'appuntamento, ampliato all'intera pattuglia regionale degli olimpici, è fissato per le 18, in Consiglio regionale, a cura del Coni regionale di Emilio Felluga e della Regione, con in prima linea il neoassessore De Anna, ex azzurro di rugby. Questa manifestazione ha subìto alcune settimane di posticipo rispetto alle prime ipotesi di programmazione, anche alla luce degli impegni internazionali dell’udinese Claudia Cainero, la medaglia d'oro nello Skeet a Pechino, tornata in gara subito dopo la ribalta olimpica.


Anche in Regione saranno consegnati riconoscimenti agli atleti e tecnici, così come ai media che hanno seguito gli eventi con i loro inviati. «Spero saranno intanto rientrati in tempo per entrambe le cerimonie anche i paralimpici», sottolinea Franco Bandelli, deciso assertore dell'allestimento di una festa in una cornice più solenne come sarebbe potuta essere il Verdi: «Trovo giusto ci siano due momenti, l'importante è che si faccia qualcosa e si ponga in rilievo l'importanza dello sport nella regione e il valore dei nostri triestini, il serbatoio maggiore delle spedizioni azzurre olimpiche. Bravi i friulani a omaggiare la Cainero con grande fasto. Anche i nostri medagliati, Margherita Granbassi e Ilario Di Buò, avrebbero meritato qualcosa del genere: ma ci saranno certo altre occasioni».


Le due date piacciono infine anche a Franco Del Campo, ex olimpionico che ha lanciato l’idea della festa, con una precisazione: «Spero che gli atleti nelle feste possano soprattutto parlare e comunicare tutta la dimensione etica che lo sport ancora comporta, nonostante tutto. Mi piacerebbe che dalle due cerimonie emergesse questo», aggiunge l’attuale presidente del Corecom: «Che gli atleti non devono passare per veline ma per messaggeri di precisi valori. Ben vengano quindi occasioni in cui comunicare, soprattutto ai giovani, semplicemente la bellezza dello sport».
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