Trieste, lite tra vicini finisce a colpi di forcone

Un uomo, infastidito dal vocio di alcuni residenti del palazzo, ha bagnato con una pompa d'acqua la loro auto e, cercando di scavalcare il recinto, si è visto puntare addosso l'arnese agricolo
Agenti della polizia impegnati nell'operazione contro la mafia cinese denominata 'China truck' a Prato 18 gennaio 2018. Centinaia di agenti stanno eseguendo in varie città italiane e di paesi Ue diverse ordinanze di custodia cautelare in carcere e una serie di provvedimenti nei confronti di soggetti appartenenti, secondo le indagini, ad un'organizzazione mafiosa che agiva in Italia e in vari paesi europei. L'inchiesta è coordinata dalla Dda di Firenze. Le misure sono scattate oltre che in Italia anche in Francia e Spagna, grazie alla collaborazione delle rispettive polizie. ANSA/CLAUDIO GIOVANNINI
Agenti della polizia impegnati nell'operazione contro la mafia cinese denominata 'China truck' a Prato 18 gennaio 2018. Centinaia di agenti stanno eseguendo in varie città italiane e di paesi Ue diverse ordinanze di custodia cautelare in carcere e una serie di provvedimenti nei confronti di soggetti appartenenti, secondo le indagini, ad un'organizzazione mafiosa che agiva in Italia e in vari paesi europei. L'inchiesta è coordinata dalla Dda di Firenze. Le misure sono scattate oltre che in Italia anche in Francia e Spagna, grazie alla collaborazione delle rispettive polizie. ANSA/CLAUDIO GIOVANNINI

TRIESTE Ieri pomeriggio la Polizia ha denunciato per lesioni un triestino, L.C., nato nel 1970. Infastidito dal vocio del vicino e dei suoi ospiti presenti nel cortile di una casa di via dei Giaggioli, nella zona di via Commerciale, ha dapprima bagnato con una pompa d’acqua le loro autovetture e poi le persone.

Invitato a desistere, ha continuato e il vicino ha cercato di scavalcare la recinzione di confine tra le due proprietà per prendere la pompa, ma si è visto puntare verso il basso un forcone.

Ne è scaturita una collutazione e L.C. ha colpito il vicino con l’arnese agricolo arrecandogli graffi e abrasioni all’addome, al torace, al volto e alle mani. I presenti hanno, quindi, tranquillizzato i due.

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