Trieste, minaccia cliente della squillo con la katana

Al termine della prestazione lite sulla cifra da pagare. Ed ecco spuntare l’amico della donna armato di spada da samurai

L’appuntamento era stato fissato al telefono. Così come la tariffa: 300 euro per un incontro sessuale in un appartamento a Trieste. Riallacciata la cintura dei pantaloni, il cliente ha però ritrattato sul prezzo. Voleva pagare la metà. Sorpresa: in una stanza vicina era nascosto un uomo, un amico della squillo. Che, armato di una spada da samurai - una katana -, ha fatto irruzione costringendo il malcapitato a cacciar fuori tutto il denaro pattuito.

Scena da film, l’altro ieri, in un anonimo alloggio di vicolo dell’Ospitale militare. Con tanto di intervento della polizia. Tutto è cominciato con quella telefonata, partita dal Veneto. Da un veronese, per la precisione, sembra di circa venticinque anni. Il ragazzo è rimasto colpito da un annuncio online di una coetanea triestina che si offriva come “babysitter”. Ma lui, che evidentemente cercava altro, ha insistito per una prestazione sessuale. Lei, dopo qualche resistenza, ha accettato. «Va bene, ma mi dai 300 euro». Dopo qualche ora, il venticinquenne si è messo in auto verso Trieste per raggiunto l’appartamento. La ventenne era pronta, in attesa.

Nascosto in casa c’era però anche il proprietario dell’abitazione, pure lui un coetaneo. Il cliente non si è affatto accorto della sua presenza. È entrato, si è presentato e si è appartato in una camera in compagnia della donna, la babysitter-escort.

A questo punto la descrizione di come si sono svolti i fatti, su cui sta indagando la Procura con il pm Federico Frezza, è confusa. Non si sa, ad esempio, se il rapporto sessuale è stato effettivamente consumato. Se del tutto o se solo parzialmente. Un particolare, questo, che potrebbe spiegare il motivo per il quale a un certo punto il cliente veronese, quando era il momento di saldare la prestazione, si è impuntato pretendendo di pagare soltanto 150 euro. Il diverbio tra lui e la squillo si innesca subito.

È in quel momento, quando l’aria comincia a diventare pesante, che fa improvvisamente la sua comparsa l’amico della prostituta. Si può immaginare la faccia del veronese. E lo spavento. Perché il giovane ha in mano niente di meno che una katana. Una spada. Non di legno, ma dotata di un lama, sebbene non molto affilata.

Il cliente si sente minacciato. Che fa? Sfila dal portafoglio un’altra banconota da 50 euro e se la dà a gambe. Quando è fuori dal palazzo si calma e chiama la polizia che arriva sul posto con una volante, trovandogli addosso un coltello. Cosa voleva fare con quell’arma? È la Squadra mobile, ora, a occuparsi degli approfondimenti investigativi. La magistratura dovrà accertare se la presenza del “terzo incomodo” in quell’appartamento può prefigurare un favoreggiamento alla prostituzione della babysitter. L’alloggio è stato comunque sequestrato.

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