Da Roiano fino a Opicina: alla Rampigada Santa c’è chi corre con la mortadella in spalla

Alla quindicesima edizione hanno partecipato 240 tra atlete e atleti, che hanno affrontato l’ostica salita di circa 2 chilometri e 326 metri di dislivello. Alla linea di partenza tre Bob Marley e un Roberto Baggio con il codino finto

Marco Adamo
Atlete e atleti hanno affrontato la salita della Rampigada Santa ognuno a modo suo: in bici, con il passeggino e con una mortadella in spalla. Foto Andrea Lasorte
Atlete e atleti hanno affrontato la salita della Rampigada Santa ognuno a modo suo: in bici, con il passeggino e con una mortadella in spalla. Foto Andrea Lasorte

«Me par proprio che la ga impirada ancora de più» è un mantra ricorrente della Rampigada Santa, ripetuto anche quest’anno da uno dei partecipanti alla cronoscalata giunta alla sua quindicesima edizione.

Ben 240 tra atleti e atlete che, in una gradevole domenica settembrina, hanno deciso di affrontare l’erta di circa 2 chilometri e 326 metri di dislivello (16,2% la pendenza media, da far impallidire il leggendario Zoncolan per intenderci), con partenza dal cuore di Roiano e traguardo all’Obelisco di Opicina. Molti di loro, tra l’altro, arrivavano da fuori Trieste.

C’è chi l’ha fatta in bici, chi a piedi, chi sia in bici che a piedi. Ma tutti i partecipanti hanno condiviso la fatica che solo chi è già salito per di là può descrivere. Un’impresa portata a termine da Roberto Masetti (Gruppo Generali Trieste), il nonno della Rampigada, al pari di giovanissimi di appena 7 anni.

«Quasi meglio camminare veloce che correre», dice qualche podista. «È una sfida contro la gravità a restare in equilibrio sulla bici», gli fanno eco i ciclisti. Anche perché, se si mette il piede a terra, ripartire diventa un’impresa praticamente impossibile, a meno di qualche aiuto dal sempre numeroso pubblico che, magari, dà una spintarella... non solo emotiva.

15 anni di fatica

Un traguardo importante, un decennio e mezzo di Rampigada Santa. Organizzata dall’Associazione promozionale Spiz insieme al Comune di Trieste, in collaborazione con l’Associazione Sportiva Mladina e la Società Nautica Pullino, la manifestazione fa parte del calendario triestino della Settimana Europea della Mobilità.

È infatti portatrice di un messaggio in favore della mobilità urbana sostenibile, ribadito sempre da Mauro Vascotto, fondatore e presidente di Spiz: «Se si può andare a piedi o in bici su per Scala Santa vuol dire che si può andare a piedi o in bici dappertutto».

Goliardia e divertimento

Si sono visti diversi Bob Marley, con tanto di parrucconi rasta e maglie della Jamaica, e un Roberto Baggio con codino finto sulla nuca. Ma anche dinosauri e scoiattoli che sparavano coriandoli su per il pavé. C’è chi ha corso con una mortadella da 7 chili in spalla, condivisa poi con gli altri partecipanti all’arrivo e chi, guardando sconsolato il suo tempo, ha dichiarato «basta, no son bon».

Molti in vista dell’Obelisco hanno cercato goffamente di nascondere la fatica, abbozzando sorrisi sofferti in favore di camera. Forse, tra il folto pubblico, qualcuno si è stancato solo a guardare gli atleti, mentre altri incitavano amici o parenti al grido di «dai movite, almeno all’arrivo fa finta de corer!».

«Organizzare la Rampigada Santa è un lavoraccio, ma è un lavoraccio fantastico - racconta Vascotto - perché quello che riceviamo indietro è tantissimo, vediamo che la gente ci vuole bene. Tutti si mettono in gioco e si divertono, da chi parte goliardico in costume a chi sfreccia su bici da diverse migliaia di euro: la nostra filosofia del morbin è contagiosa».

Classifiche

È stata una grande festa, ma c’è anche chi ha preso la scalata in modalità race, come una vera sfida contro il tempo. Allenamenti specifici, protocollo di riscaldamento rigoroso, una barretta energetica e poi su per il muro a gas pieno. Giusto, quindi, celebrare chi ha fatto prestazioni di rilievo.

Il più veloce in assoluto è stato Elia Carta, ciclista della SC Cottur, che ha fermato il cronometro a 10 minuti e 44 secondi, rifilando quasi un minuto a Elias Feruglio (Federclub Trieste Tecnoedile, 11’37”). Terzo Roberto Vidoni (SC Cottur, 11’57”).

Tra i podisti, ha vinto Daniele Galasso (Atletica Buja) con 12 minuti e 2 secondi. Seconda piazza per Paolo Di Bernardo (Sportiva Prealpi Giulie, 12’19”) mentre chiude il podio Gianluca Sclip (13’01”).

Prestazione super per Teja Gulic (KD Brda), la prima tra le donne che, in sella alla sua bici, ha registrato un incredibile 13’49”, che vale anche il 15° posto assoluto. La podista più rapida è invece stata Nastja Ferluga, portacolori del Gaja, che ha chiuso la sua gara in 15 minuti e 25 secondi.

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