Trieste, tutta la “storia” del Verdi trasloca vicino allo stadio

L’ex deposito dei bus di via dei Macelli diventa il nuovo magazzino delle scene Costo dell’opera 700mila euro ma il Comune risparmierà 150mila l’anno in affitti
Di Fabio Dorigo
Lasorte Trieste 23/11/15 - Valmaura, Ex Deposito Autobus, Capannone Allestimento Carri Carnevale
Lasorte Trieste 23/11/15 - Valmaura, Ex Deposito Autobus, Capannone Allestimento Carri Carnevale

Centottantadue tonnellate di scenografie del Teatro lirico Verdi troveranno casa in via dei Macelli, a Valmaura (vicino allo Stadio Rocco). L’amministrazione comunale ha approvato il progetto per «per la trasformazione dell’ex deposito dei mezzi della Trieste Trasporti in deposito di materiale scenico della Fondazione Teatro lirico Giuseppe Verdi di Trieste». Spesa complessiva: 700mila euro. Non si tratta di grandi opere edilizie, ma dell’adeguamento antincendio e degli impianti elettrici della struttura vista la delicatezza del materiale che sarà ospitato e che è sottoposto alla tutela culturale. «Considerata la delicatezza del contenuto, in presenza di un innesco la propagazione dell’incendio porterebbe, in tempi relativamente brevi, a conseguenze difficilmente recuperabili», così «si è optato per la dotazione di un sistema di rilevazione e spegnimento di tipo automatico ad acqua nebulizzata a bassa pressione», si legge nel progetto esecutivo. Un sistema del tipo “a diluvio” che si avvale della consulenza di AcegasApsAmga.

Il magazzino inoltre sarà dotato solo di due uscite di emergenza (visto che non vi sarà «presenza continuativa di personale») e sarà separato da una muratura antincendio dagli uffici che danno su via Valmaura usati per l’ultimo censimento. I lavori dovrebbero iniziare in primavera e il trasloco delle scenografie teatrali subito dopo l’estate. Attualmente il capannone di Valmaura ospita le compagnie del Carnevale triestino che saranno dirottate, dopo lo svolgimento della sfilata di quest’anno, negli spazi dell’ex Fiera a Montebello.

Una scelta dettata dal risparmio sugli affitti attuali. Il Teatro Verdi, dotato di laboratori alle Noghere, usa per le scenografie dal 1998 e dal 2000 due magazzini a Prosecco e in viale Miramare che costano al Comune 150mila euro all’anno di locazione. A questo si aggiunge la scomodità di avere le scenografie disperse sul territorio con un magazzino in città e uno sull’altipiano. Per questo il Comune ha deciso di mettere a disposizione del teatro un magazzino di proprietà situato vicino alla Grande Viabilità. «Una scelta razionale - spiega Andrea Dapretto, assessore ai Lavori pubblici - che abbiamo preso di comune accordo con il Verdi e con il sovrintendente di allora Claudio Orazi (ora al lirico di Cagliari, ndr). Con questa operazione tagliamo una quota notevole di affitti passivi che paghiamo da tanti anni».

Una piccola parte del complesso di via Macelli resterà a disposizione dei mezzi della Protezione civile. In futuro è previsto anche lo spostamento in via dei Macelli del centro civico di Valmaura e della Settima circoscrizione comunale.

Nei primi anni del ’900 la scenografia veniva realizzata nella soffitta del teatro, in particolare dalla famiglia Rossi. Negli anni ’70 figurano quattro scenografi, tutti ex allievi del Nordio. Il 1981 segna poi una svolta nella storia dei laboratori. I nuovi regolamenti di prevenzione incendi obbligano i teatri a svuotare le soffitte e per un po’ di tempo gli spazi mancano. Nel 1985 la Provincia mette a disposizione alcuni locali all’interno dell'ex Opp di San Giovanni. Ma non bastono. Negli anni ’90 si lavora su tre sedi: l'ex Opp, l’Irfop di Valmaura e la Fiera di Montebello. Nel 2000, durante la giunta Illy, viene edificata la tanto attesa palazzina della zona delle Noghere. Una superficie di circa duemila metri quadrati dove realizzare le produzioni del Verdi. I magazzini invece erano a Sgonico. E attualmente in viale Miramare e a Prosecco. Da qui arriveranno i via dei Macelli 1.820 quintali di scenografie. La più pesante è quella del “Trovatore” di Verdi (158 quintali) seguita da “I cavalieri di Ekebù” di Zandonai (148 quintali) e da “I due Foscari” di Verdi (121 quintali). Le più leggere risultato “Sissi” e “Medea” (5 quintali ciascuna). Nell’elenco figurano ancora un “Olandese volante” un “Otello”, un “Nabucco “, un “Tancredi” e molte operette (“Il paese di campanelli”, “Il paese del sorriso”, “La vedova allegra”, “Cin Ci Là”, “Amico Fritz”), ormai sparite dal cartellone triestino come lo storico festival. In passato i laboratori del Verdi hanno collaborato per il “Faust” con il Covent Garden di Londra, per “Simon Boccanegra” con il Teatro di Graz, per la “Traviata” con il San Carlo di Napoli. Tra le vendite invece figurano le scenografie dello “Stiffelio” finite a Lisbona.

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